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Lazio, hub aperti fino a mezzanotte. Salgono i contagi, attese negli ospedali

E i pronto soccorso vanno nel caos: ieri un centinaio di persone in attesa di un letto

Hub fino a mezzanotte. Su i positivi dopo le feste
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Lunedì 27 Dicembre 2021, 00:32 - Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre, 08:40

Gli effetti delle feste si avranno soltanto tra qualche giorno, ma nel Lazio continuano a salire i contagi. Nonostante ieri si siano fatti un quarto dei tamponi rispetto al giorno precedente (33mila contro 102mila), l’incidenza dei positivi ogni test è schizzata al 10 per cento. Ventiquattr’ore prima superava di poco il 4 per cento. Vuol dire che una persona su dieci che si è sottoposta a un molecolare o un antigenico ha scoperto di avere contratto il Covid. Un trend che registrano Paesi dove la Omicron (che non ha ancora attecchito nel Lazio) è già dominante sulle altre varianti. A fine settimana la regione dovrebbe entrare in zona gialla, ma questa tendenza ha spinto l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, a rafforzare la campagna vaccinale. In primo luogo è stato deciso di tenere aperti da giovedì gli hub per le somministrazioni fino a mezzanotte. Si parte con tre strutture (quelle di Termini, del parcheggio di Lunga sosta a Fiumicino e del Palasport di Tivoli) ma non è escluso di allungare gli orari in altre strutture dal mese di gennaio. Lo stesso D’Amato, per esempio, ha già fatto sapere che a Capodanno andrà a “brindare” al centro vaccinale della stazione Termini.

L’OBIETTIVO

Soprattutto la Regione vuole arrivare a 2 milioni di dosi booster inoculate entro la fine dell’anno: adesso siamo a quota 1,8 milioni, che però hanno coperto solo il 37 per cento della popolazione adulta. Da qui l’appello di D’Amato a immunizzarsi velocemente, anche perché il richiamo resta la migliore difesa anche contro la variante Omicron. «È importante - fa sapere l’assessore - che chi non si è ancora prenotato per il vaccino, lo faccia subito. Nel mese di gennaio ci sono oltre un milione di slot disponibili». Una postilla, questa, non secondaria, dopo che nei giorni scorsi era girata la notizia che scarseggiavano le dosi di Pfizer. Dalla mezzanotte di oggi al via le prenotazioni per le somministrazioni nella fascia 16-17 anni e per i fragili tra i 12 e i 15 anni. 

Intanto, attraverso l’ultimo bollettino Covid, la Regione ha fatto sapere che ieri si sono registrati 3.665 nuovi casi positivi (-506 rispetto al giorno prima), dei quali 2.012 a Roma. Sono 9, invece, i decessi (+5), 963 i ricoverati (+16), 134 le terapie intensive (+5) e 875 i guariti. Ma questi numeri, dal punto di vista scientifico e qualitativo, valgono poco, anche perché nelle scorse 24 ore tra molecolari e antigenici sono stati effettuati 33.426 tamponi contro i 74mila fatti il 24 dicembre e i 102mila del 25. Non a caso, sottolineano dalla Regione, «il rapporto tra positivi e tamponi è al 10 per cento». 

Con le file ancora in corso davanti alle farmacie per i test, si guarda a quello che potrà succedere nei prossimi giorni, quando si sconteranno in termini di contagi le feste di Natale o gli assembramenti nelle vie dello shopping. D’Amato consiglia a tutti di mantenere la calma, e contemporaneamente, di «rispettare le misure di prevenzione» come il distanziamento. Ma intanto si registrano i primi effetti sulla rete ospedaliera. Tra Natale e Santo Stefano, ogni giorno, almeno un centinaio di persone che si sono presentate ai pronto soccorso hanno aspettato quasi 24 ore per essere trasferite nei letti dei reparti Covid. Nella Capitale i maggiori accessi, e le maggiori attese, si sono avuti all’Umberto I, al Policlinico Tor Vergata e al San Camillo. I responsabili dei Dea temono che nei prossimi giorni la situazione possa degenerare. Regge, stando sempre all’ultimo bollettino, la situazione nelle unità destinate ai soli pazienti positivi. Ma in via Cristoforo Colombo si stanno attrezzando per un peggioramento della situazione: il Lazio è prossimo a entrare, sul fronte ospedaliero, nello scenario IV. In quest’ottica la Regione ha predisposto un piano A, con altri 241 posti di ricovero ordinario e 51 di terapia intensiva, per un totale rispettivamente di 1.542 e 242 letti, e un piano B, con l’arrivo in pianta stabile della Omicron. In questo caso i letti ordinari saliranno di 427 unità e le rianimazioni di 90, per giungere così a 1.736 e 281 posti. 

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