Green pass, odissea nel Lazio: «In 4mila rimasti senza»

Green pass, odissea a Roma: «In 4mila rimasti senza»
di Lorenzo De Cicco
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Giovedì 26 Agosto 2021, 00:17 - Ultimo aggiornamento: 27 Agosto, 10:43

Vaccinati da mesi. Ma senza il Green pass. Molti hanno sconfitto il Covid, ma non riescono a spuntarla sulla burocrazia. E così restano nel limbo, rimbalzati da un call center all’altro, tra una mail e una replica infruttuosa. Col miraggio del Qr code. In 4mila non sono riusciti a scaricare il pass. La maggior parte, come detto, è gente guarita dal Covid, che ha ricevuto una sola iniezione di vaccino, come raccomandato dal Ministero. Ma c’è anche chi non è mai stato contagiato e ha seguito il percorso tradizionale, con prima dose e richiamo, senza però riuscire a scaricare il lasciapassare, indispensabile per accedere a cinema, teatri, palestre e musei. O per cenare al chiuso al ristorante.

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Green pass, il bug

Tra i fantasmi del pass, i più numerosi sono appunto i guariti che poi hanno ricevuto una dose sola di vaccino. La partecipata regionale LazioCrea è già al lavoro per sbloccare l’impasse anche se la causa, va detto, in questo caso non è imputabile alla Pisana, ma alle regole nazionali. Fino al 19 maggio, nell’Anagrafe vaccinale nazionale non veniva inserita in automatico la data del primo tampone positivo, che vale come data di inizio del contagio. Ecco perché il sistema informatico non è in grado di generare il Qr code, che può essere emesso solo se l’infezione è avvenuta entro 12 mesi. Mancando la data, il calcolo è impossibile. I tecnici di LazioCrea hanno individuato circa 4mila casi e per tutti stanno inserendo i dati, o meglio: la data, mancante. Gli esperti sperano di concludere questo lavoro entro la fine della settimana, al massimo all’inizio della prossima.
Come detto, c’è anche chi non è mai stato contagiato, ma vive ugualmente il download del certificato verde come un’esperienza accidentata, dai tempi indefiniti. La pagina Facebook “Salute Lazio” è stata subissata di commenti. È nato anche un gruppo autonomo, dove si accumulano testimonianze e si cercano consigli. Racconta per esempio Vincenzo Pomi, 38 anni, titolare di un’impresa di facchinaggio: «Ho scoperto qualche giorno fa che la seconda dose di vaccino somministrata in data 20 luglio non risulta sulla mia app “IO”, sono andato in farmacia ma nemmeno lì sono riusciti ad aiutarmi». A quel punto, aggiunge, «mi sono recato al drive in di Valmontone, dove ho fatto il vaccino e mi hanno rilasciato un foglio con scritto “anagrafe vaccinale regionale, attestazione di avvenuta vaccinazione”. Questo foglio a mio parere non ha assolutamente nessun valore visto che manca il Qr code; paradossalmente potrei essermelo fatto da solo con word».

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I prof

Ha avuto un peso anche l’attacco hacker alla Regione. Per due giorni, l’1 e 2 agosto, i medici degli hub hanno dovuto registrare le vaccinazioni a mano. Quasi 80mila. Inevitabilmente, si sono verificati centinaia di errori, anche banali, una lettera sbagliata nel cognome, una cifra che non torna nel codice della tessera sanitaria. Gli informatici regionali sono al lavoro per risolvere. Alcune Asl, come la Roma 5, hanno attivato indirizzi mail dedicati per i problemi legati al Green pass. I più preoccupati sono gli insegnanti: «Senza l’attestato, rischiamo di passare per no-vax - scrive Rossella, vaccinata all’hub di Termini a fine marzo, dopo essersi ammalata a novembre - Rischiamo pure la sospensione».

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