Roma, Green pass obbligatorio in mensa per vigili e comunali

Roma, Green pass obbligatorio in mensa per vigili e comunali
di Lorenzo De Cicco
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Lunedì 23 Agosto 2021, 22:14 - Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 17:56

Per l’esercito dei 24mila vigili, geometri e travet del Campidoglio a settembre c’è una novità: cambia la pausa pranzo. La giunta di Virginia Raggi è pronta a far debuttare il Green pass nelle mense e nei bar interni. La circolare è in lavorazione all’Ufficio delle Risorse Umane, sarà diramata entro questa settimana. Poi, all’inizio del prossimo mese, appena riapriranno i battenti i locali dei vari distaccamenti - solitamente, affollatissimi - si partirà con i controlli. Si salva dalla stretta la buvette del Campidoglio, popolata dagli «onorevoli» capitolini, dagli assessori e dai super-dirigenti: non essendoci sgabelli accanto ai tavoli, non è considerato un locale «di somministrazione». Spuntino libero per tutti, quindi, senza restrizioni.

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Tra i sindacati qualche perplessità c’è, ma nessuno rumoreggia più di tanto. Del resto c’è una norma nazionale, sfornata da Palazzo Chigi a ridosso di ferragosto, che non lascia molti margini d’interpretazione: come per i ristoranti al chiuso, anche per le mense serve la certificazione verde per le consumazioni al tavolo.

I DATI
Al ritorno dalle vacanze quasi un terzo di impiegati, funzionari e insegnanti rischia di doversi accontentare di un panino alla scrivania. O di cercare il pasto fuori ufficio. Per rispetto della privacy, il dipartimento del Personale di Roma Capitale non ha mai condotto un’indagine sul tasso di vaccinazione tra i dipendenti. Un dato ufficiale non c’è. Ma tra i sindacati qualche stima circola comunque. Secondo i calcoli della Cisl Funzione pubblica, il 30% degli addetti comunali non è vaccinato. Percentuale che cala tra gli agenti della Municipale e tra gli insegnanti di asili e nidi, che avevano avuto accesso a una corsia preferenziale a marzo: in questi due comparti, oltre l’80% ha completato il ciclo.

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I LOCALI
Chi si occuperà dei controlli? Da anni il Campidoglio non gestisce più direttamente le mense, tanto che ai dipendenti sono forniti i buoni pasto. Ma tanti dipartimenti hanno mantenuto all’interno delle sedi bar e ristoranti destinati agli impiegati. Tutti appaltati a ditte esterne. Starà a loro, di conseguenza, occuparsi delle verifiche. Le direttive del governo sono chiare. «Per la consumazione al tavolo al chiuso - viene spiegato nelle faq di Palazzo Chigi - i lavoratori possono accedere nella mensa solo se muniti di certificazione verde». E la regola vale anche per «i locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti». Come il bar interno di via Petroselli, a disposizione dei funzionari dei Lavori pubblici, dove in questi giorni campeggia il cartello: «Chiusi per ferie fino al 29 agosto».

Anche le partecipate comunali si stanno attrezzando. L’Ama (7.400 dipendenti) ha già deciso: «Metteremo il Green pass», ha annunciato l’ad, Stefano Zaghis. All’Atac, 11.400 addetti tra autisti, macchinisti e amministrativi, le mense sono sbarrate dal primo lockdown, marzo 2020, ma dovrebbero riaprire all’inizio di settembre. Col lasciapassare vaccinale. «Purtroppo - prevede il direttore generale, Franco Giampaoletti - ci saranno inevitabili conflitti, che toccherà all’azienda gestire. Ma se c’è una norma va applicata». 
Più dei malumori in pausa pranzo, ai sindacati preoccupa la ripresa delle lezioni Il 1° settembre, debutterà l’obbligo vaccinale negli asili nido gestiti dal Comune. Saranno le prime scuole a riaprire. «Quello è il vero banco di prova per il Green pass nel mondo della scuola - dice Giancarlo Cosentino, leader della Fp Cisl - Ci aspettiamo da Roma Capitale direttive univoche e rispettose delle raccomandazioni del garante della privacy».
 

 

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