PIETRO GENOVESE

Gaia e Camilla morte investite a Roma, il pm: 5 anni a Genovese. Tensione in aula

Lunedì 28 Settembre 2020
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Gaia e Camilla morte investite a Roma, il pm: 5 anni a Genovese. Tensione in aula

Cinque anni di carcere per omicidio stradale plurimo. È la richiesta della Procura di Roma nei confronti di Pietro Genovese, il giovane ventenne che la notte tra il 21 e il 22 dicembre dello scorso anno ha investito, uccidendole sul colpo, Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli. Uno scontro violentissimo avvenuto in Corso Francia mentre le due ragazzine di appena 16 anni stavano attraversando la strada. Il processo si svolge con il rito abbreviato davanti al gup Gaspare Sturzo. Genovese, prima che il pm Roberto Felici prendesse la parola per la sua requisitoria, ha chiesto di potere parlare, di poter raccontare la sua versione su quanto accaduto quella notte. 

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Il giovane, jeans neri e capelli più lunghi rispetto alle sue foto visibili sui social network, ha esordito dicendosi «affranto» su quanto avvenuto e ammettendo che «anche la sua vita è distrutta». Ritornando con la memoria a quei tragici instanti, l'imputato ha ribadito la versione fornita agli inquirenti durante le indagini. «Non ho visto le due ragazze - ha detto -. Ricordo di essermi fermato con il suv al semaforo e di essere ripartito con il verde. Non volevo uccidere nessuno nè volevo scappare». Il giovane ha confermato che quella sera «aveva bevuto», per la Procura aveva un tasso alcolemico superiore al consentito frutto forse della serata trascorsa a casa dell'amico e che viaggiava ad una velocità «sostenuta», superiore ai 50 km orari. 
 

 

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«Ero andato ad una festa a casa di un mio amico che rientrava a Roma dal progetto Erasmus. Abbiamo quindi deciso di tornare a casa e ho imboccato Corso Francia. Ricordo - ha detto - che il semaforo era sul verde e ho ripreso la marcia, sono ripartito». Le parole dell'imputato non hanno convinto i familiari delle due giovani vittime. Le mamme di Gaia e Camilla hanno seguito in aula la ricostruzione di Genovese. «Sono profondamente delusa dalle sue dichiarazioni, sembrava una recita, lui era indifferente a quello che è successo - ha detto Cristina Romagnoli, mamma di Camilla. Non si è mai voltato a guardarci. Non ha mai chiesto perdono».

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La donna, apparsa visibilmente provata al termine dell'udienza non ha risparmiato forte critiche all'atteggiamento tenuto in aula dall'imputato. « Genovese ha ribadito le sue assurdità, come quella di essersi fermato e di non averle viste - ha detto la donna assistita dall'avvocato Cesare Piraino -. Al di là del 'sono affrantò, non ci ha detto altro. Non si è mai girato. Sembrava che seguisse un copione imparato a memoria».

Ultimo aggiornamento: 18:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA