Vaccini Lazio, nuovo hub a Porta di Roma. Zingaretti: «Ora i giovani, ma non è un'imposizione»

Covid, nuovo hub a Porta di Roma. Zingaretti: «Ora i giovani, ma non è un'imposizione»
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Domenica 2 Maggio 2021, 15:35

Un nuovo hub vaccinale della Regione Lazio all'interno del centro commerciale di Porta di Roma realizzato in collaborazione tra Asl Roma 1 e Croce rossa italiana. Ad inaugurare la struttura il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il Commissario straordinario generale Francesco Paolo Figliuolo, il Capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio e l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato. All'evento sono intervenuti anche Filippo de Ambrogi, direttore centro commerciale Porta di Roma, Angelo Tanese direttore della Asl Roma 1 e il coordinatore servizi sanitari Croce Rossa, Valerio Mogini.

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La tensostruttura di circa 1.000 mq è composta da 26 postazioni per anamnesi, 24 box per inoculazione vaccino e 4 postazioni di preparazione del vaccino più 60 sedute sala osservazione per il post vaccino. Si partirà con 1.000 vaccini Pfizer al giorno e saranno 27 i medici dedicati alla vaccinazione e 70 i dipendenti per le varie gestioni. «Abbiamo fatto questa scelta di collocare dove possibile i centri vaccinali nei luoghi simbolo delle città, in particolare di Roma: la Vela di Calatrava, l'Auditorium di Renzo Piano, in un centro commerciale, il centro congressi di Fuksas, perchè sono luoghi bellissimi, chiusi per la pandemia, che hanno e avranno un'altra funzione - ha detto Zingaretti -. Aprire qui i centri vaccinali che sono la concretizzazione della speranza ha un valore simbolico di riconquista della città. Grazie a questa collaborazione straordinaria tra operatori sanitari, protezione civile, forze dell'ordine, volontari della Croce rossa si è creata la percezione di un rapporto tra cittadino e Stato positivo». 

«L'unico modo di tornare alla vita è fare tre cose: vaccinare, aiutare economicamente chi non ce la fa e rispettare le regole - ha sottolineato ancora il governatore -. Tutti vogliamo al più presto togliere le mascherine e tornare a vivere come se non ci fosse più il Covid, ma l'unico modo è questo. Biden ha detto 'vaccino nel braccio e soldi in tascà, io aggiungo: regole da rispettare». Nel Lazio con il vaccino anti Covid sono stati messi in sicurezza le persone più a rischio, quasi il 100 per cento degli over 80 e «siamo all'80 per cento per la seconda dose». Ora inizia una grande operazione per i giovani, «lo dico alle ragazze e ai ragazzi, non è una imposizione, ma serve per ottenere la libertà di tornare ad abbracciarvi. Siano le ragazze e i ragazzi i protagonisti della campagna di vaccinazioni», ha concluso Zingaretti.

Nel Lazio in settimana con la campagna vaccinale anti Covid «scenderemo a ritroso sul target anagrafico, andremo sui 57/56 e continueremo a ritroso - ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato -. È una marcia da maratoneta - ha aggiunto l'assessore -. Nelle strutture allestite nel Lazio c'è ormai un livello di accoglienza che raramente è stato trovato in questa città». 

«Possiamo aumentare ancora i centri vaccinali e dare la possibilità di somministrare ai 730 punti aziendali della grande distribuzione, Figc, Coni, Confindustria e altre aziende in modo da vaccinare in fretta le classi produttive: penso al settore turistico alberghiero - ha dichiarato il Commissario straordinario generale Francesco Paolo Figliuolo -. Come prima cosa dobbiamo mettere in sicurezza coloro i quali possono avere un effetto gravissimo dalla malattia, poi andare in fretta, in modo multiplo e parallelo, a vaccinare coloro che devono far ripartire l'Italia». Il piano vaccinale va seguito in maniera ordinata: «dopo aver vaccinato gli over 65 si può aprire a tutte le classi di età - ha aggiunto Figliuolo -. Per quanto riguarda gli over 80 anni ci siamo, il Lazio è al 94 per cento su una media di oltre l'85 per cento a livello nazionale - ha spiegato Figliuolo -. Sugli over 60 la media è bassa. Capisco la voglia di aprire alle fasce di età inferiori, ma occorre concentrarsi sugli over 60, soprattutto sui 65. Il piano va seguito in maniera ordinata - ha spiegato Figliuolo -. Come prima cosa dobbiamo mettere in sicurezza le persone che possono avere conseguenze gravi. Quando avremo messo in sicurezza gli over 65 si può aprire a tutte le classi di età». 

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«Dobbiamo arrivare a inocularne sempre il 90 per cento delle dosi a disposizione - ha continuato Figliuolo -. A maggio avremo 15-17 milioni di dosi, tra il 5 e il 7 maggio arriveranno oltre 2.1 milioni di dosi Pfizer. Tra ieri e oggi ne sono arrivati altri tre milioni. Questo vuol dire che, a fronte di oltre 20 milioni di dosi già somministrate, abbiamo quasi 25 milioni di dosi da offrire, prontamente disponibili. L'Italia ce la farà», ha concluso Figliuolo.

Anche il capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio ha ribadito che bisogna «concentrarsi sul 90 per centro delle dosi di vaccino che mettiamo a disposizione, non c'è una sola dose che viene sprecata. Sarà un'estate in cui dovremo avere cautela, ma non significa che non sarà gradevole come altre. Un'estate che speriamo sia all'insegna della ripresa», ha concluso. 

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