CORONAVIRUS

Covid, Emanuele Nicastri, infettivologo dello Spallanzani: «Da sudditi a cittadini, ora tutto dipende da noi»

Mercoledì 20 Maggio 2020 di Raffaella Troili

Professor Emanuele Nicastri, direttore della divisione Malattie infettive dello Spallanzani, come stiamo andando? «Con il lockdown era tutto più semplice, potevamo fare poco, la scelta dell’individuo era estremamente limitata. Tutta la gestione era imposta da Governo e autorità sanitarie».

Da lunedì siamo più liberi.
«Ora l’individuo diventa determinante, il suo comportamento può cambiare la scelta se continuare ad aprire o dover richiudere, è fondamentale che esercitiamo correttamente le libertà individuali che ci siamo a fatica conquistati. Da sudditi dobbiamo diventare cittadini».

Un salto di qualità.
«Eravamo schiavi, dobbiamo percepire la giustezza delle richieste che ci vengono fatte, vedo che i giovani hanno cambiato abitudini e sono fiducioso. Dobbiamo anche cercare di non perdere quanto di buono è accaduto: calo dell’inquinamento, ritorno di flora e fauna, smartworking, una serie di elementi positivi che non ci dobbiamo lasciar sfuggire e che devono guidare le scelte future. Ma devo sapere come proteggere me e i miei cari».

Perché non è finita.
«Dobbiamo esser pronti, siamo come un piccolo surf che naviga su un’onda oceanica. Il timore che l’infezione possa ripresentarsi d’inverno o con eventi di massa è dietro l’angolo. I dati sulle sieroprevalenze che arrivano da altri paesi ci dicono che la popolazione è ancora esposta».

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