​Roma, sabato sfilano no Tav e centri sociali: «Anarchici e estremisti, allerta scontri»

Giovedì 21 Marzo 2019 di Marco Pasqua
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Ci saranno i No Tav, i no Tap, i No Grandi Navi, i No corridoio Roma-Latina, e ancora i no Triv, i No Ilva e anche i No Ttip (trattato di liberalizzazione commerciale), oltre ai No Muos. E’ il popolo dei “no” a tutto (e a tutti i costi), a scendere in piazza, sabato pomeriggio, nella Capitale, con un corteo convocato «per il clima e contro le grandi opere inutili» e che sarà sorvegliato speciale dalle forze dell’ordine. Se oggi una riunione in Questura dovrebbe definire il percorso – da piazza della Repubblica fino a San Giovanni, con partenza alle 14 – oltre a tutte le misure di sicurezza da mettere in campo, quel che è certo è che le adesioni sono arrivate da parte di realtà che destano preoccupazione.



Come quella dei Carc, il partito dei Comitati di appoggio alla resistenza per il Comunismo (e per un “governo di blocco popolare”), che si ricollega direttamente all’esperienza delle Brigate Rosse, elogiate in quanto «tentativo di ricostruire il partito comunista». Un’adesione accompagnata, sul sito del movimento, da toni eversivi, che non sembrano avere alcun collegamento con la causa ambientalista: «Partecipiamo alla manifestazione del 23 marzo – si legge sulle pagine della formazione che ha avuto, nel corso degli anni, diversi arrestati tra i suoi simpatizzanti e aderenti – per propagandare su ampia scala la necessità e la possibilità di imporre ai vertici della Repubblica Pontificia (come i Carc definiscono polemicamente l’Italia, ndr), attraverso la mobilitazione delle masse popolari organizzate, il Governo del blocco popolare». Ma ci saranno anche centri sociali provenienti da tutta Italia, inclusi quelli più temibili del Nord: trasferte pianificate da giorni, anche sull’onda mediatica offerta dalla mobilitazione idealmente guidata dalla giovanissima Greta Thunberg. 

MOBILITAZIONE SOCIAL
Decine di pullman - organizzati tramite pagine create ad hoc su Facebook - sono in arrivo da Brescia, Bologna, Ravenna, Venezia, Milano, Padova, Torino, Vicenza e dall’Abruzzo. Anche i centri sociali della Capitale, così come gli antagonisti più bellicosi della Sapienza (sempre in prima fila nei cortei cittadini più “caldi”), si sono mobilitati da giorni, con l’hashtag #siamoancoraintempo: gli stessi che, venerdì scorso, avevano aderito alla manifestazione studentesca contro il clima, in Centro. Con una differenza: stavolta l’allerta di carabinieri e polizia è massima. Perché, secondo alcune informative che stanno circolando in queste ore, «frange estremiste potrebbero tentare azioni eclatanti per ottenere visibilità». Così come a mettere in allarme le forze dell’ordine è la connotazione anarchica di molti movimenti che scenderanno per le strade per «lasciare il segno» e far viralizzare le foto e i video di questa protesta del partito dei “no”, che chiama direttamente in causa la linea del governo sulle Grandi Opere.
  Ultimo aggiornamento: 16:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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