ROMA

Casamonica, arresti e confische per 20 milioni. «Je dà fastidio che proteggemo Roma»

Martedì 16 Giugno 2020
Casamonica, arresti e confische per 20 milioni. «Je dà fastidio che proteggemo Roma»

«Noi proteggemo Roma». Così parlavano i Casamonica. Il clan che da anni gestisce parte della malavita romana aveva creato una sorta di struttura orizzontale la cui forza è il «vincolo familiare»: ma oggi è stato assestato un nuovo duro colpo al clan degli stessi Casamonica. La Polizia, su richiesta della Dda, ha eseguito misure cautelari per associazione di stampo mafioso, estorsione, usura e intestazione fittizia di beni. Maxi sequestro antimafia di beni ai fini della confisca per 20 milioni di euro, su proposta del procuratore della Repubblica e del questore di Roma. Nell'operazione, in corso dalle prime ore di questa mattina, sono impiegati più di 150 uomini della Polizia del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato Romanina, che stanno eseguendo un'ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali, emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Dda, nei confronti di appartenenti al clan. Sequestrata anche una villa con piscina, poi viene sottolineato come avendo troppi soldi li facevano uscire comprando orologi preziosi o borse anche da 4 mila euro, acquistate in via Condotti. In più l'emergenza coronavirus era diventato «un terreno fertile» per gli affari criminali, usura in testa. 

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Il procuratore Michele Prestipino, il direttore centrale Anticrimine, Francesco Messina, e il questore di Roma, Carmine Esposito hanno illustrato la maxi-operazione.

Vincolo familiare. «Si tratta di un'organizzazione con una »struttura orizzontale la cui forza è dettata dall'appartenenza alla famiglia Casamonica». Lo scrive il gip Zsuzsa Mendola nell'ordinanza cautelare di 467 pagine.

«Grazie a Polizia di Stato, Procura Roma e Antimafia per blitz contro Casamonica. Sferrato nuovo duro colpo a clan: arrestate 20 persone e sequestrati beni per 20 mlm euro. Una vittoria per Roma e i suoi cittadini. Avanti #ATestaAlta #FuoriLaMafiaDaRoma #NonAbbassianoLoSguardo». Così in un tweet la sindaca di Roma Virginia Raggi.
 
 

«L'operazione è importante non soltanto per l'aspetto repressivo in quanto tale perché colpiamo il gruppo mafioso dei Casamonica, noti a Roma da tempo e che avevano colonizzato la parte Sud-Est della Capitale e in parte anche i Castelli». Così Francesco Messina, direttore centrale anticrimine della Polizia. «A parte l'aspetto repressivo puro, che ha portato alla contestazione del 416 bis per questi soggetti considerati come appartenenti a un clan di mafia locale, c'è un aspetto importante che è quello patrimoniale perché abbiamo per la prima volta utilizzato un modello operativo che prevede anche l'intervento della Divisione anticrimine accanto alla Squadra mobile e quindi del Servizio Centrale anticrimine accanto allo Sco», ha chiarito il direttore centrale anticrimine della Polizia.

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«Abbiamo eseguito un sequestro per un ammontare di 20 milioni di euro grazie a una misura di prevenzione irrogata dal giudice competente su proposta congiunta del questore e del procuratore di Roma - ha spiegato Messina - C'è un modello operativo nuovo in questa operazione, è la prima volta che si agisce con una proposta congiunta e un sequestro congiunto a Roma».

Le intercettazioni. «Perché i Casamonica proteggono Roma, invece hanno stufato, i napoletani vonno entrà, la camorravò entrà a Roma e i calabresi vonno entrà a Roma, je dà fastidio perché noi proteggemo Roma». Così Guido Casamonica, figlio di Ferruccio, in un'intercettazione si lamentava dei provvedimenti giudiziari emessi nei confronti di altri membri del clan, sostenendo che l'annientamento dell'organizzazione fosse finalizzata a consentire alle organizzazioni forti di mettere le mani su Roma. «Devono far entrare le organizzazioni forti a Roma ecco perché ce vonno distrugge a noi».  

 

 

Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 08:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA