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Termovalorizzatore Roma, Camilli (Unindustria): «Chi si oppone è contro il bene della Capitale»

Termovalorizzatore Roma, Camilli (Unindustria): «Chi si oppone è contro il bene della Capitale»
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Giovedì 28 Aprile 2022, 17:37 - Ultimo aggiornamento: 21:07


«Roma è una città d’impresa». E ecco il via libera dal mondo delle imprese al termavalorizzatore che il Campidoglio vuole costruire a Santa Palomba. Poi tempi di autorizzazione più veloci e certi per le aziende che intendono investire a Roma e nel Lazio. E, in generale, più coraggio sulla politica industriale.

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Dal palco dell'annuale assemblea di Unindustria, la Confindustria di Roma e il Lazio, il presidente Angelo Camilli lancia questi messaggi e sferza la politica. Infatti chiede interventi - ma non finanziamenti a pioggia - per frenare gli effetti negativi portati dalla guerra russo-ucraina. Anche perché c'è da rafforzare «l’idea del Lazio come terra d’impresa» e di aprire un "Decennio di Roma" con i grandi eventi, «con il rilancio della Capitale è ovviamente il nostro booster».

 

Più in generale Camilli - e lo fa davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, applauditissimo dalla platea imprenditoriale riunita al Teatro dell'Opera - spinge per «restituire al nostro Paese una visione di crescita e di benessere affinché le crisi che stiamo attraversando siano le ultime così pesantemente a danno di giovani e giovanissimi». E ricorda che «la ripresa post-Covid, già prima dello scoppio della guerra, ci aveva messo davanti a due fragilità trasversali del nostro Sistema Paese: la politica energetica e quella industriale».

Le ripercussioni si vedono anche nel Lazio. «Le previsioni sul Pil più recenti - nota Camilli - stimano una crescita del 2,2 per cento nel 2022, in linea con l’andamento nazionale: erano del 4,1 a gennaio». Intanto, la bolletta dell’energia elettrica per le imprese «salirà a 3,5 miliardi di euro, mentre prima del conflitto valeva 1 miliardo e mezzo e, nel 2019, 600 milioni».

In quest'ottica Unindustria chiede alla Regione «un calendario puntuale e pluriennale dei bandi» per i fondi della programmazione europea, sostegno al credito accelerando sui minibond, concludere la ricostruzione delle zone terremotate e, soprattutto, «sbloccare gli iter burocratici che fermano sviluppo e innovazione anche in eccellenze, come il nostro polo farmaceutico». Anche per evitare nuovi casi di fuga delle imprese come quella di Catalent ad Anagni.

Comunanza di intenti poi tra Unindustria e il Comune di Roma sulla chiusura del ciclo dei rifiuti. «La strada tracciata dal sindaco Gualtieri - dice Camilli - per il nuovo termovalorizzatore è quella giusta: la sostenibilità si fa con la responsabilità delle scelte e la migliore tecnologia disponibile. Chi si oppone è contro il bene e il progresso della città».

Proprio dal palco del Teatro dell'Opera il governatore Nicola Zingaretti ha annunciato che «in Regione Lazio nasce l'ufficio supporto investimenti produttivi al servizio delle imprese e del lavoro. Avrà il compito di velocizzare gli iter autorizzativi, finalizzare gli investimenti, azzerare l'arretrato sulle autorizzazioni e dare certezza al mondo produttivo». Mentre sul caso Catalent, avverte: «Abbiamo avviato un'iniziativa direttamente col presidente del Consiglio Draghi, il ministro Cingolani e tutto il governo: la Regione Lazio ha chiesto la sospensione, eccetto le aree ripariali, del decreto di perimetrazione del Sin del Bacino Valle del Sacco».

Ringrazia, invece, della collaborazione con Unindustria e il mondo delle imprese Roberto Gualtieri. Il sindaco non nasconde che la battaglia è comune: «L'Italia ha un grande bisogno che Roma sappia assumere in pieno il ruolo di Capitale del Paese che non è un aggettivo ma una funzione della città. E sta reagendo con forza anche la nostra industria privata, che ha mostrato segni di resilienza e di reazione».

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