Stadio Roma, il gip: «Parnasi protegge il sistema corruttivo»

Lunedì 9 Luglio 2018
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Il costruttore Luca Parnasi, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma, «non risulta aver preso le distanze dal collaudato sistema corruttivo, evidenziato nell'ordinanza di applicazione della misura cautelare, dallo stesso creato ma, risulta, al contrario, averlo protetto e preservato così da mantenerne intatta l'operatività». Lo scrive il gip Maria Paola Tomaselli nelle motivazioni con cui ha respinto l'istanza avanzata dalla sua difesa per la scarcerazione e sulla quale la procura aveva dato parere favorevole.

Per il giudice l'attività di impresa di Parnasi «si muove non attraverso canali ordinari ma attraverso le relazioni, soprattutto con il mondo politico che il gruppo ha sapientemente costruito e continua ad alimentare, in maniera assolutamente trasversale, così da garantirsi in ogni ambito un trattamento di favore»Secondo il magistrato il costruttore nel corso dell'interrogatorio fiume tenuto davanti ai pm «ha reso dichiarazioni con le quali in maniera lucida e consapevole, limitandosi ad ammettere fatti inequivoci e incontrovertibili e riferendo esclusivamente circostanze già note, nonché offrendo ricostruzioni contraddette da chiare emergenze investigative, non ha offerto alcun contributo all'indagine, mantenendo inalterati, con sapienza, i legami con l'illecito contesto nel quale egli ha dimostrato di muoversi con estrema disinvoltura». 

Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 00:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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