Roma, "molestie" alla nipote della Mannoia: nuova condanna per la stalker dei Parioli

Giovedì 6 Dicembre 2018 di Marco Carta
I pugni sbattuti con violenza sulla porta di casa. Il soffitto picchiato con la scopa per manifestare il proprio disappunto al minimo rumore. E le minacce verbali. A tutte le ore, anche nel cuore della notte. Era stata allontanata da casa dopo le denunce sporte dai dirimpettai. Ma, una volta rientrata nel suo appartamento ai Parioli, dove abitavano numerose personalità dello spettacolo e della politica, ha continuato a molestare i vicini, come se nulla fosse, tanto che ieri per la 74enne sarda Antonia C. è arrivata la terza condanna per stalking nel giro di pochi mesi: un anno per aver perseguitato con il suo comportamento Francesca G., la nipote della popolare cantante Fiorella Mannoia.

Da Gianni Alemanno, ex inquilino del palazzo, fino al giornalista Marco Piccaluga. La presenza di molte personalità fra gli abitanti del palazzo ai Parioli era valsa alla donna il soprannome di "stalker dei vip". I fatti contestati, in questo nuovo processo, che si è chiuso questa mattina con rito abbreviato di fronte al gup, partono dall'agosto del 2016, quando Antonia, al termine del provvedimento cautelare che le imponeva il divieto di dimora a Roma, aveva fatto rientro nella sua casa. Non cambiando, però, le sue abitudini battagliere. A denunciarla sono stati gli stessi inquilini che già in passato l'avevano querelata: il giornalista Piccaluga e la nipote della Mannoia, che avrebbe messo di nuovo nero su bianco i comportamenti persecutori della donna, che le avrebbero procurato «un perdurante stato di ansia», come si legge nel capo di imputazione.

Come nei precedenti processi, Antonia C., assistita dall'avvocato Efisio Figus Diaz, si è difesa minimizzando le accuse nei suoi confronti avanzate dalla nipote della cantante (nel caso di Piccaluga la donna è stata prosciolta da ogni accusa). Gli episodi contestati, a suo dire, sarebbero stati solo «banali liti condominiali», in alcuni casi provocate dal comportamento dei vicini stessi, che con il loro stile di vita causavano rumori che le impedivano di riposare. I numerosi precedenti, però, non hanno giocato in suo favore: nel gennaio 2018, infatti, la 74enne era stata condannata a 8 mesi. Due mesi dopo, invece, ad un anno. Il reato, neanche a dirlo, è sempre lo stesso per cui ieri è arrivata l’ennesima condanna: stalking.
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