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Roma, il Consiglio bloccato dalle faide interne: 43 riunioni in 7 mesi

Roma, il Consiglio bloccato dalle faide interne: 43 riunioni in 7 mesi
di Fabio Rossi
3 Minuti di Lettura
Martedì 14 Febbraio 2017, 07:54
L'annosa questione dei Punti verde qualità - 75 aree verdi pubbliche (400 ettari) che i privati avrebbero dovuto riqualificare e che invece sono diventate, negli anni, un'autostrada di debiti, sprechi, inchieste - e i temi sempre caldi della riqualificazione e della sicurezza del rione Esquilino, sui quali recentemente si è alzato l'urletto di dolore del regista Paolo Sorrentino dalle colonne del Messaggero. Ma dietro al consiglio straordinario di oggi - richiesto da Fratelli d'Italia per l'Esquilino e da tutte le opposizioni per i Punti verde, si nasconde un'attività dell'assemblea capitolina ancora paralizzata, sostanzialmente ferma - bilancio a parte - da sette mesi a questa parte.

LE SEDUTE
L'ultima fatica dell'Aula è stata l'approvazione della manovra 2017, lo scorso 30 gennaio. Da allora, una settimana di stop, una di semplici mozioni - l'unica delibera, quella che avrebbe dovuto fermare il progetto dell'ecodistretto di Rocca Cencia, è stata ritirata per mancanza di copertura economica - e oggi la seduta straordinaria, ancora senza delibere, mentre non sono state ancora convocate altre riunioni.
Insomma, mentre l'attenzione è tutta concentrata su rimpasti di giunta e inchieste giudiziarie, è l'aula Giulio Cesare il vero termometro delle difficoltà dell'amministrazione comunale, non certo agevolata dal caso Berdini. Fino a oggi l'assemblea ha dato il via libera a 157 delibere. La maggior parte (97) riguardavano però il riconoscimento di debiti fuori bilancio, dunque atti propedeutici alla possibilità poi di varare il previsionale. Altri nove provvedimenti sono nomine per l'ufficio di presidenza, surroghe di consiglieri e convalide di ruoli, 32 autorizzavano lavori di somma urgenza, due modificano gli statuti di società municipalizzate. Un'altra riconosce la spesa per il Museo della Zoologia. Le altre riguardano tutte bilancio e assestamento.

L'ESECUTIVO
In sintesi: non vi è una sola delibera che caratterizzi l'amministrazione a Movimento 5 Stelle, che porti nuovi progetti o idee sul governo della città. Il consiglio, peraltro, è lo specchio dell'attività della giunta capitolina. E anche qui la situazione non è incoraggiante. In oltre sette mesi di amministrazione pentastellata a Palazzo Senatorio, l'esecutivo di Virginia Raggi ha approvato 157 delibere, secondo i dati pubblicati sul sito internet di Roma Capitale: ma ben 50 di queste riguardano nomine, tra assunzioni e riorganizzazione dello staff del sindaco. Altre 70 riguardano la rappresentanza nel Cda delle aziende, i debiti fuori bilancio, i rendiconti. Cinque sull'urbanistica confermano provvedimenti firmati dall'ex commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. Le altre sono più che altro atti burocratici o di rilevanza minore, tra cui spicca esclusivamente il piano triennale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza.
Anche sul fronte delle ordinanze del sindaco, in passato utilizzate per dare un'impronta precisa all'attività amministrativa quotidiana, non c'è nulla di particolarmente rilevante, nel lungo periodo: su 172 atti firmati dall'inquilina del Campidoglio, 15 sono deleghe a presidenti di Municipio, 60 riguardano la Ztl. E poi il vero settore su cui la sindaca Raggi si sta specializzando: revoche e nomine, ben 112, che interessano assessori e dirigenti dell'amministrazione comunale.