Roma, neonato colpito da rara malattia, Federfarma denuncia: «Negata una medicina urgente»

Roma, neonato colpito da rara malattia, Federfarma denuncia: «Negata una medicina urgente»
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Martedì 8 Dicembre 2015, 09:51 - Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 10:33

«Non è ammissibile negare a una farmacia, e ai cittadini che a lei si rivolgono, un farmaco urgente per una patologia rara che ha colpito un bambino appena nato». A denunciarlo è Andrea Cicconetti, farmacista e segretario di Federfarma Roma, che denuncia «il kafkiano rimpallo di responsabilità e di burocratici dinieghi a cui si è trovato di fronte da quando, venerdì scorso alle 16, i familiari di un bimbo appena nato colpito da una rara affezione del tratto respiratorio, causata dal virus respiratorio sinciziale», si sono recati nella sua farmacia ad Anzio, in provincia di Roma. «Vista l'assenza nel mio esercizio del particolare medicinale richiesto da alcuni cittadini, il Synagis della ditta AbbVie - spiega Cicconetti - ho provato a ordinarlo secondo le consuete procedure, ma venerdì mi sono sentito rispondere che il servizio clienti era chiuso e il farmaco non poteva essere ordinato. Sono tornato alla carica, ma dopo un rimpallo tra un centralino e l'altro, il referente della casa farmaceutica ha affermato che le farmacie nel Lazio non possono ordinare questo prodotto perché, pur essendo in fascia A (cioè nella fascia in cui sono posizionati tutti i farmaci concedibili dal Ssn), è inserito anche nel prontuario ospedale-territorio (Pht) e la AbbVie non sa se la Regione vorrà inserirlo nella distribuzione per conto (Dpc). Il risultato di questi rimpalli e indecisioni è però uno solo: al momento il piccolo non ha ancora ricevuto il medicinale. Come farmacista e come segretario di Federfarma Roma trovo questa situazione inammissibile e chiediamo aiuto alla Regione per fare chiarezza sul caso». Ma lo scorso 30 settembre la Regione Lazio aveva emanato una nota di modalità di erogazione del Synagis che «viene dispensato in modalità di distribuzione diretta da parte delle aziende sanitarie».


«É ancora forte l'eco della denuncia del segretario di Federfarma Roma Andrea Cicconetti - spiega in una nota Michele Baldi, Capogruppo della Lista Civica Nicola Zingaretti al Consiglio Regionale del Lazio - Un allarme che francamente poteva essere risparmiato e che non si giustifica se non come una forma di protagonismo dello stesso Cicconetti il quale dovrebbe sapere che si tratta di un farmaco molto delicato, un anticorpo monoclonale, al quale la Regione Lazio garantisce l'accesso per i bambini che ne hanno diritto attraverso un percorso specifico».

«Non si capisce quindi perché la farmacia - conclude Baldi - invece di perdere tutto quel tempo in telefonate alla ditta, non abbia inviato il paziente presso il centro dove era nato il bambino, l'unico che poteva valutare se il bambino stesso dovesse fare quella terapia. E, in caso affermativo, provvedere a trovare una struttura sanitaria per la somministrazione del farmaco e non presso una farmacia privata considerato peraltro l'altissimo costo del farmaco stesso. Federfarma magari si potrebbe occupare di altri problemi come il mercato parallelo dei farmaci e non alzare inutili polveroni che non servono a nessuno, soprattutto quando si tratta della vita di un bambino».