Roma, emergenza buche, inutili i rattoppi: la pioggia riapre le crepe

Martedì 13 Marzo 2018 di Laura Bogliolo

Un colpo di tacco sull'asfalto a freddo «e poi ci pensano le auto a schiacciare il bitume» diceva ieri un operaio a lavoro. Niente di più che una pala per coprire i crateri aperti dopo la neve e le buche si riformano subito. Capita anche nella centralissima piazza Numa Pompilio, sotto le finestre di Alberto Sordi che definiva Roma «un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi». Forse avrebbe cambiato idea dopo aver visto i rattoppi fatti qualche giorno fa che ieri già svelavano buche. È cosa nota agli scooteristi, ai viaggiatori dei bus delle linee sospese (almeno 25), alle migliaia con cerchioni e pneumatici distrutti che aspettano 4 ore l'arrivo dei vigili: i rattoppi non servono, e soprattutto, come spiega l'ingegner Enrico Pagliari, coordinatore dell'area tecnica dell'Aci «sono interventi provvisori, destinati a fallire, su questo c'è la certezza». Inoltre dopo la toppa, come minimo, «si dovrebbe procedere con la quadratura», ossia stendere un letto di asfalto. Perché «c'è il problema della pendenza e del ristagno di acqua» aggiunge l'ingegnere: la toppa per sua natura è destinata a rovinarsi, perché o si affossa e diventa pozzanghera, o ha uno spessore maggiore della strada creando ristagni accanto. «E poi lavorare mentre piove è inutile».

I RISTAGNI
Insomma l'emergenza sembra essere ancora nella fase del collasso se non si iniziano subito le vere opere di manutenzione. L'assessore ai Lavori Pubblici Margherita Gatta ieri ha parlato di «lavori di pronto intervento» che «proseguono senza interruzione in molte vie tra cui, per citarne qualcuna, via Battistini, Tangenziale Est e via Arco di Travertino». È vero, gli operai in qualche parte di Roma si vedono: ieri sono tornati anche in Volturno dove però avevano già proceduto con le toppe, ma probabilmente il primo intervento non è servito. Anche su via Giolitti ci sono stati rattoppi recentemente e le buche si sono riaffacciate. «L'asfalto è troppo rovinato, lo diciamo da tempo» ha spiegato l'assessore ai Lavori Pubblici del Municipio Centro Jacopo Emiliani Pescetelli. E intanto le spese lievitano.

DOPPIA SPESA
C'è poi il caso via Mattia Battistini, devastata al punto che il 6 marzo i tecnici avevano valutato la possibilità di chiuderla (soluzione poi scartata). Qualche rattoppo c'è stato, ma ieri iniziavano a notarsi i cedimenti. Stesso discorso su via della Magliana, inserita anch'essa sulla lista delle strade che rischiavano il transennamento: i rattoppi di qualche giorno fa, non sono stati sufficienti, complice anche la pioggia.
A proposito di ristagni e pendenze: a Serpentara, in via Titina De Filippo, si vede chiaramente come i dislivelli tra toppe e strada diventano pozze di acqua che crepano l'asfalto. Stesso metodo e risultati in via Gino Cervi, vicino al viadotto Gronchi. A Roma Est, i crateri in viale Furio Camillo sono stati riempiti di bitume qualche giorno fa, ma l'asfalto inizia ad affossarsi. A Centocelle «in via Romolo Balzani, dopo che per due ore i vigili hanno fatto la guardia a una voragine, sabato è stata riparata, ma ha già dei danni» spiega Alessandro Moricone, ex consigliere e residente storico. A Settebagni, via dello Scalo dal giorno della nevicata «è stata rattoppata già due volte - dice Silvia De Rosa, del comitato di quartiere Settebagni - siamo senza giunta (il minisindaco del M5S è stato sfiduciato, ndr) e ci siamo rivolti direttamente agli uffici che sono venuti in pochissimo tempo dalle richieste». E dovranno tornare presto dopo la pioggia di ieri. «Alla quarta toppa si è speso di più se si fosse rifatta la strada» conclude l'ingegnere dell'Aci
 

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