Buche, strade aperte ma senza i cantieri «Dissestate 9 su 10»

Domenica 11 Marzo 2018 di Mauro Evangelisti
Buche, potrebbe andare peggio, potrebbe anche piovere, di nuovo. E per le strade a rischio chiusura del quadrante ovest la situazione può diventare ancora più complicata, visto che gran parte delle voragini sono ancora lì. Ieri il Codacons ha denunciato: «In due anni la situazione delle strade della Capitale è letteralmente collassata, al punto che oggi circa il 93% delle strade romane presenta situazioni di dissesto».

DOCUMENTO
Ricapitolando: i tecnici della Direzione dell'Unità Operativa Manutenzione Stradale del Dipartimento Lavori Pubblici, con una lettera, cinque giorni fa hanno chiesto di chiudere sei strade a causa del manto dissestato: via di Ponte Galeria, via di Malagrotta, via Portuense, via Magliana, via Boccea e via Mattia Battistini. Il Campidoglio ha fermato i tecnici e detto: no, queste strade non le chiudiamo, faremo subito i lavori per metterle in sicurezza. Problema: in queste ore i cantieri promessi non si sono visti o, quanto meno, non sono stati così incisivi come ti aspetti di fronte a una emergenza tale da ipotizzare di chiudere le strade. In realtà, c'è una ragione per cui alcune di quelle strade non si possono chiudere, nonostante l'allarme: sono lungo il tragitto (via di Ponte Galeria e via di Malagrotta per fare due esempi) che portano all'impianto di trattamento dei rifiuti di Colari, vicino alla discarica ormai chiusa. Se l'Ama non potesse raggiungere quell'impianto con i camion, Roma andrebbe immediatamente in emergenza rifiuti perché non saprebbe dove consegnare oltre la metà della spazzatura indifferenziata prodotta a Roma che viene trattata nei due tmb del gruppo Cerroni. In realtà a Roma di strade chiuse ve ne sono già a causa delle buche: un esempio, nel X Municipio, a Ostia, ieri mattina è stata chiusa via Cagli, mentre vi sono insidie anche nelle vie vicine. Da due giorni proibito passare in via di Acilia, l'effetto finale di questa situazione è che il traffico sulla Colombo impazzisce, con rallentamenti anche di 45 minuti. Sempre in quel quadrante, per sabato è prevista una manifestazione dei cittadini dell'Infernetto, penalizzati dall'emergenza buche. Da altre parti la circolazione è sì consentita, come ad esempio via Salaria (ieri sera alcuni lavori hanno causato code), via Appia, via Veneto, via del Corso (ma l'elenco sarebbe lungo), ma si procede rischiando grosso, perché le trappole sono numerose e anche di dimensioni che non ti aspetteresti su strade a grande scorrimento o su arterie iconiche del centro storico.
Ma resta la domanda iniziale: prima il dipartimento lavori pubblici chiede, per ragioni di sicurezza, la chiusura di sei strade (nei Municipi XI, XII e XIII), poi il Campidoglio e l'assessore ai Lavori pubblici, Margherita Gatta, intervengono e fermano il provvedimento perché sarebbe troppo traumatico, sia per la viabilità, sia per l'immagine della città. Perché però di cantieri aperti su quelle strade non se ne vedono? Replica Giacomo Gujusa, assessore ai Lavori pubblici del Municipio XI, sul cui territorio ricadono alcune delle strade a rischio chiusura: «In realtà gli interventi di messa in sicurezza di queste strade sono già cominciati, molte buche sono state ricoperte, però per lavori più complessivi e strutturali bisognerà aspettare, ora si agisce sui casi più urgenti». Se da una parte è necessario mettere in sicurezza queste strade così importanti per quello spicchio di città, dall'altra le previsioni del tempo annunciano ancora la pioggia. Questo potrebbe vanificare il lavoro svolto.

TOPPE
Come si è già visto, le operazioni mordi e fuggi delle ditte, sono poco durature, al primo acquazzone tutto torna come prima. Ecco perché servirebbero interventi strutturali: nell'XI Municipio assicurano che già sono in programma lavori in via della Magliana quest'anno, poi a tratti via di Ponte Galeria e via Malagrotta. Cantieri per il rifacimento dell'asfalto sulla Portuense sono prebisti per il prossimo anno con un investimento complessivo di nove milioni di euro. «Molti lavori sono stati eseguiti - è la tesi di Giujusa - Però bisogna anche dire che le strade romane andrebbero rifatte tutte profondamente. Ma con le risorse dei municipi o di Roma Capitale non ce la faremo mai, serve un intervento del governo o dell'Unione europea». © RIPRODUZIONE RISERVATA