ROMA

Baby squillo, i clienti patteggiano
Il fotografo Fusco accusato di violenza:
«Forse usati attrezzi erotici»

Giovedì 11 Settembre 2014 di Adelaide Pierucci
Baby squillo, i clienti patteggiano Il fotografo Fusco accusato di violenza: «Forse usati attrezzi erotici»

Tre patteggiamenti gi concordati e almeno il doppio in via di definizione. Non si accetteranno condanne inferiori a un anno, con l’aggiunta di una pena pecuniaria tra i millecinquecento e i seimila euro. A piazzale Clodio si punta a chiudere il caso delle baby squillo dei Parioli mandando a processo i sessanta clienti finiti nel registro degli indagati con l'accusa di prostituzione minorile. Tutti sono a caccia di sconti sulle condanne e puntano anche a non vedersi imbrattata l’immagine, cosa che la Procura sembra intenzionata a “concedere” con la non menzione del reato nel certificato penale. Tra gli indagati, vip o meno, si sta facendo strada la richiesta di riti alternativi che prevedono pene ridotte in caso di ammissione della colpa. Gli altri indagati, compreso l'ex marito di Alessandra Mussolini, Mauro Floriani, rischiano di invece finire a processo col rito ordinario. Floriani ritiene di non aver commesso alcun reato perché, ripete, «consideravo la ragazza che ho visto maggiorenne».

ALTRI CLIENTI

Mentre il caso si avvia alla chiusura - otto arresti, una settantina di indagati in tutto, decine di anni di condanna per il filone degli sfruttatori - altri clienti, temendo di finire nel calderone degli accusati, sono pronti a vuotare il sacco. Intanto il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pm Cristiana Macchiusi, titolari dell'inchiesta, stanno valutando la posizione di un dirigente ministeriale che avrebbe favorito incontri tra le baby escort e altri clienti, in cambio, pare, di prestazioni gratis. Il funzionario ora è accusato di sfruttamento della prostituzione minorile.

IL FOTOGRAFO

Come afferma il gip Costantino De Robbio nel motivare le condanne a sfruttatori e clienti, il caso baby squillo dei Parioli è maturato «nell'indifferenza di tutti». Un fenomeno allarmante e non isolato. Vedi il caso del fotografo delle baby modelle, con agenzia in piazza Bologna. Per Furio Fusco, in carcere da due mesi per aver indotto aspiranti «veline» a posare nude allo scopo di accumulare (e far circolare) materiale pedopornografico, nei giorni scorsi si è aggiunta l'accusa di violenza sessuale aggravata, che complicherà la sua già delicata posizione. Lo scatto di foto sexy in odore di pedofilia - si è scoperto - sarebbe stato il trampolino per arrivare a compiere anche degli abusi. I magistrati non escludono che venissero utilizzati attrezzi erotici per adulti. Fusco, secondo le testimonianze, li chiamava semplicemente «giocattoli».

Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 12:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA