Operaio picchia datore di lavoro: «Più soldi o ti massacro». Per l'imprenditore fratture in tutto il corpo

L’uomo, marocchino di 38 anni, è stato arrestato per atti persecutori e lesioni gravi

Operaio picchia datore di lavoro: «Più soldi o ti massacro»
di Emanuele Rossi
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Martedì 16 Agosto 2022, 23:33 - Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 19:50

«Dammi i soldi o ti massacro ancora di botte». Gli dava il tormento di continuo seguendolo fin sotto casa. Minacce, pedinamenti e ceffoni contro il suo datore di lavoro. A Ladispoli l’incubo per un imprenditore edile di 56 anni, molto conosciuto, è finito dopo che i carabinieri della stazione locale di via dei Narcisi hanno tratto in arresto un cittadino marocchino di 38 anni: l’aggressore che gli stava sempre con il fiato sul collo. I due si sarebbero conosciuti lo scorso anno.

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Dagli incarichi pattuiti però ai primi litigi nel mese febbraio di quest’anno, periodo in cui il muratore africano aveva iniziato a pretendere ulteriore denaro rispetto a quello percepito. In primavera dalle parole ai fatti quando a fine maggio in via Ancona, in pieno centro urbano, il dipendente aveva assalito datore di lavoro in mezzo alla strada con pugni e calci sotto lo sguardo dei passanti sotto choc che avevano subito chiamato il 112. La vittima, residente in città, era rimasta a terra insanguinata con il volto tumefatto per essere poi trasportata in ospedale con l’ambulanza del 118 in codice rosso ricevendo più di 30 giorni di prognosi per via delle fratture su tutto il corpo. L’autore del pestaggio si era dileguato nei giardini, una inutile fuga durata solo poche ore: i militari lo avevano rintracciato e denunciato a piede libero. Le cure mediche, la riabilitazione e il ritorno a casa in famiglia. 


LA RIPRESA
La vita per il professionista sembra essere tornata finalmente alla normalità senza dover più avere a che fare con il suo dipendente violento. Il muratore africano, come se nulla fosse, anziché placarsi ha fatto peggio nel corso delle settimane successive iniziando a stalkerizzarlo con maggiore frequenza, minacciandolo di nuovo e reclamando del denaro per alcuni lavori effettuati nel cantiere. «Mi hai pagato troppo poco, voglio di più per quanto realizzato a febbraio, non sto scherzando, ricordalo», è una delle sue insistenti richieste. Poi i ricatti belli e buoni: «Se non cacci i soldi vado a denunciarti alla Guardia di finanza e dico che mi hai fatto lavorare in nero così finisci nei guai». Fino alle ulteriori botte che non facevano più dormire sonni tranquilli il 56enne costretto a recarsi in caserma almeno quattro volte nella speranza di liberarsi quanto prima del suo ex dipendente.

L'INTERVENTO DEI CARABINIERI
A quel punto i carabinieri ladispolani, coordinati dalla compagnia di Civitavecchia, sono entrati nuovamente in azione e su disposizione del gip del tribunale di via Terme di Traiano hanno ammanettato il 38enne violento che tra l’altro è stato già condotto nella Casa circondariale di Chieti in attesa del procedimento giudiziario. L’uomo, che alle forze dell’ordine non ha opposto resistenza, si dovrà difendere dalle pesanti accuse di atti persecutori, lesioni personali gravi ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Rischia in primo grado più di 3 anni di condanna. La magistratura avrebbe già avviato le prime verifiche di rito per quanto riguarda l’impresa della vittima, ma sembrerebbe tutto in regola, quindi quelle del muratore potrebbero essere solo delle false accuse pur di ottenere un salario maggiore. A conferma delle pressanti e neanche troppo velate coercizioni a cui era sottoposto nell’ultimo periodo. Ci sarebbero anche delle testimonianze che potrebbero tornare utili nel processo che dovrebbe scattare entro la fine dell’anno. 
 

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