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Rieti, carburanti alle stelle, niente “assalti” dentro i supermercati

Scaffali
di Luigi Ricci
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 16 Marzo 2022, 00:10

RIETI - Quando festeggiammo l’avvento del nuovo millennio nessuno avrebbe mai immaginato che nel volgere di una ventina d’anni la situazione sarebbe precipitata al punto attuale. Dal famigerato 11 settembre 2001 in poi è stata una catastrofe dietro l’altra e ogni volta che ci è parso di intravedere la luce in fondo al tunnel, eventi sempre peggiori hanno annullato ogni speranza, costringendo la gente comune a fare i conti con situazioni impensabili, al punto di arrivare a evocare una temuta “economia di guerra”. Una ipotesi che almeno per ora sembra lontana, sperando che non si verifichi mai, ma con la quale stiamo in qualche modo facendo i conti tutti, reatini compresi, per cui è interessante fare il punto su cosa sta accadendo in città, dove la situazione appare comunque discostarsi in parte rispetto a quanto registrato o paventato nel resto d’Italia.

I distributori. Il dato emergente a Rieti dopo un sopralluogo su 8 distributori evidenzia che, seppur di poco, il prezzo della benzina è ancora superiore a quello del gasolio. Per l’esattezza in 2 distributori, con un tetto massimo per entrambi di 2.30 euro al litro, mentre differisce il prezzo della benzina: 2.19 uno, 2.24 l’altro. Però c’è anche l’eccezione di un distributore che al self service vende la benzina a 2.20 e il gasolio a 2.17, ma ribaltando poi il prezzo “servito”: 2.41 la benzina, 2.49 il gasolio che sono pure le quotazioni massime assolute. Scendendo nel particolare, per la benzina il costo varia, come già accennato, dai 2.24 a un minimo di 2.16. Invece il gasolio, record assoluto a parte, registra un minimo di 2.13 nel medesimo distributore in cui la benzina è venduta a 2.16. Alla fine però, escludendo i massimi del distributore che distingue tra self e servito, i prezzi medi, tra minimi e massimi, praticamente si equivalgono: 2.205 per la benzina, 2.201 per il gasolio.

Gli alimentari. Passando al settore alimentare, i reatini non sembrano essere stati influenzati più di tanto dal paventato panico da approvvigionamento che serpeggia in Italia. Dopo un sopralluogo in alcuni dei principali supermarket della città, gli unici scaffali a essere stati presi d’assalto, e solo parzialmente, sono quelli della pasta venduta a prezzo ridotto, in particolare quella che porta il marchio della medesima catena di distribuzione, niente grandi marche quindi. In pratica si tratta di acquisti all’insegna di un poco convinto “non si sa mai”, dovuto giusto a un po’ di suggestione. Sono risultati quasi intatti gli scaffali di farina, olio di semi di girasole e zucchero, anche se un supermercato ha prudenzialmente esposto, sia all’ingresso che a tutte le casse, un avviso che proibisce “accaparramenti impropri” di farina (al massimo 5 confezioni per singola spesa), olio di semi di girasole (2 bottiglie) e zucchero (5 confezioni). Nessun assalto nemmeno a pomodori e sughi vari. Dunque niente scene da film apocalittico americano. Semmai carrelli leggermente più pieni del solito e file un po’ più lunghe alle casse, ma senza allarmi.

Costo basso per il pane. Prezzi ridotti per il pane. «Nella provincia di Rieti - si osserva in una nota di Assipan Lazio Nord, a firma del presidente Fabrizio Fiorentini - il prezzo al pubblico del pane sciapo non supera i 2.50 euro, tra le province con il prezzo più basso, nonostante le principali voci di costo siano uguali in tutta Italia. Certo è che se i prezzi dovessero continuare ad aumentare sarà inevitabile un ritocco dei listini».

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