Rieti, autovelox e dissuasori di velocità: stop incidenti sulla Terminillese

Terminillese
di Giacomo Cavoli
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Venerdì 27 Agosto 2021, 00:10

RIETI - Una raccolta di 152 firme per chiedere l’installazione di un autovelox, o comunque di un dissuasore della velocità, e l’illuminazione di tutti gli attraversamenti pedonali già realizzati e di quelli futuri. E’ la richiesta – e, contestualmente, la denuncia – di Eligio Patacchiola, ex presidente della III Circoscrizione ed ex consigliere dei Beni civici di Vazia, storico residente della frazione e termometro popolare degli umori legati alla gestione del sempre più popoloso quartiere cittadino. La strada messa sotto accusa da Patacchiola è la lunga via del Terminillo, frequentemente oggetto dei più disparati incidenti soprattutto lungo tutto il tratto che va dall’incrocio con via Palmiro Togliatti e fino all’abitato di Vazia: proprio qui, Patacchiola accende i riflettori attraverso una raccolta di 152 firme inviata sia al Prefetto Gennaro Capo che al sindaco Antonio Cicchetti, con la quale gli abitanti hanno scelto di farsi portavoce di una situazione divenuta ormai insostenibile.

La denuncia
«Vazia, nell’attualità, ha assunto e sta assumendo sempre più i connotati di una città nella città, poiché vi insistono insediamenti produttivi, artigianali, opifici industriali e numerosi esercizi commerciali», esordisce Patacchiola nella sua missiva. E qui arrivano i problemi, legati alle alte velocità tenute da automobilisti e mezzi pesanti all’interno del centro abitato, che trasformano in una roulette russa l’intenzione di attraversare la strada: «Mancanza di controlli, alta velocità, transito di mezzi pesanti, pericolo per gli automobilisti e, soprattutto, per l’incolumità delle persone: la strada in questione è la Terminillese, in particolar modo il centro urbano di Vazia – spiega Patacchiola - il quale è attraversato da un lungo rettilineo che stimola l’alta velocità, nonostante la segnaletica presente stabilisca limiti a 50 chilometri orari. I mezzi di trasporto transitano a velocità impressionante e impunemente, poiché non c’è sorveglianza: il rispetto dei limiti di velocità è affidato unicamente ai cartelli stradali, mentre vi sono molteplici incroci con strade comunali in cui non c’è visibilità per i veicoli, sia in entrata che in uscita. E lungo la via sono ubicate anche diverse fermate del trasporto pubblico locale, regionale e del servizio scolastico». 
Dulcis in fundo, l’immancabile sosta delle auto a lato della carreggiata, su entrambi i lati: «La ridotta larghezza delle carreggiate all’interno del centro urbano costringe spesso gli automobilisti a frenare bruscamente per cedere il passo ai veicoli che procedono in senso op9osto – conclude Patacchiola - mettendo a repentaglio l’incolumità fisica dei passanti e dei ciclisti». E di tutto questo, naturalmente, «i residenti, e non solo, si sentono continuamente vittime e impotenti». Così, Patacchiola propone la sua ricetta: «L’installazione di un dissuasore della velocità, che sia a terra o un autovelox dovranno poi essere i tecnici a deciderlo, e l’illuminazione delle strisce pedonali». Basterà a dissuadere gli Schumacher de’ noantri? Sicuramente, è un buon inizio.

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