Olimpiadi, M5S si spacca a Torino, Zaia sfida la Appendino

Martedì 13 Marzo 2018 di Lorenzo De Cicco e Stefania Piras
8

Lo psicodramma tra Cinque cerchi e Cinque stelle si consuma poco dopo le due del pomeriggio nella Sala Rossa di Palazzo Civico, la sede del comune di Torino che nel 2016 si è tinta di giallo pentastellato. Il pallottoliere del consiglio comunale segna meno quattro. Tanti sono i consiglieri grillini che disertano l’appello. Dopo un’oretta di tentennamenti e tatticismi d’aula, lo sfarinamento della maggioranza di Chiara Appendino diventa realtà: il M5S per la prima volta in un anno e mezzo di governo nel capoluogo sabaudo non agguanta il numero legale. Seduta saltata. Rinviata, forse a oggi. Ma con quali numeri? Tra i banchi della maggioranza, non si sono fatti vedere i consiglieri Damiano Carretto, Daniela Albano, Marina Pollicino e Viviana Ferrero. «Basta che in quattro scelgano di uscire dall’aula che la maggioranza non regge più; ed è l’unico modo che hanno le minoranze interne di una maggioranza per costringere la loro dirigenza ad ascoltarle», commenta l’ex M5S Vittorio Bertola. I quattro sono tutti contro la virata pro-Giochi della sindaca torinese, che con i vertici nazionali del M5S sogna le olimpiadi invernali del 2026, un anno e mezzo dopo la stroncatura del Movimento alla candidatura di Roma 2024.

«A Torino la maggioranza non c’è più», ha subito rimarcato il Pd, mentre il governatore piemontese, il dem Sergio Chiamparino, evidenziava «l’inaffidabilità del Movimento». Il collega del Veneto, Luca Zaia, ha invece colto l’assist per formulare una controproposta al Coni: «Candidiamo le Dolomiti, sarebbe un’edizione coordinata tra Veneto, Bolzano e Trento».
Ai grillini di Torino non è bastato, evidentemente, il voltafaccia di Beppe Grillo, che venerdì scorso, durante un’assemblea degli attivisti, aveva benedetto l’inversione a U dei Cinquestelle sui grandi eventi. Le olimpiadi invernali del 2026? Una «grande occasione», «positiva per il Movimento», aveva detto il garante, l’esatto opposto di quanto asserito un anno e mezzo fa, quando il M5S polverizzò le chance di Roma 2024, con l’avallo della giunta di Virginia Raggi.

LA DIFESA
Appendino, per rabberciare le crepe tra i suoi, ieri mattina ha pubblicato sul Blog un lungo intervento a favore delle olimpiadi. Quattromila battute per spiegare che i Giochi ora sono diventati «una sfida importante», perché «un’idea diversa di olimpiadi esiste e vogliamo metterla in piedi»; questo «nuovo modello», secondo la sindaca, passerebbe dagli appalti controllati dall’autorità Anticorruzione e dalla «valorizzazione» di tanti impianti già esistenti. Sostiene lei che questa sia «una enorme differenza rispetto a qualsiasi altra Città europea, e in particolare con Roma», anche se, va detto, la candidatura della Capitale poggiava sugli stessi pilastri (tutti gli affidamenti sotto la lente dell’Anac, recupero degli impianti e operazioni low cost). In ogni caso, annota Appendino, «non si tratta di una candidatura, si tratta di una manifestazione di interesse», perché poi deciderà il Coni. La sindaca sabauda, a questo punto, dovrebbe scrivere al Comitato nazionale tra domani e giovedì, dopo un passaggio nel consiglio della Città metropolitana, l’ex Provincia di Torino.

Ma i nemici acerrimi dei Giochi sono in casa M5S. La consigliera piemontese Frediano promette persino un’interrogazione su una tormentata pista da bob. La consigliera ribelle Ferrero invece scrive: «Teniamo duro». I contrari sono disponibili al massimo a indire un referendum popolare. 

Ultimo aggiornamento: 18:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA