Olimpiadi invernali 2026 a Torino, svolta di Grillo: «Sì alla candidatura, è una grande opportunità»

Sabato 10 Marzo 2018 di Stefania Piras
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Grillo e Appendino

Forte segnale di Beppe Grillo al Movimento 5 Stelle piemontese. Il garante M5S appoggia la sindaca di Torino Chiara Appendino sul sì alla manifestazione d'interesse per le Olimpiadi invernali del 2026. L'ex comico ha dato il suo via libera parlando al telefono proprio con la prima cittadina, nel corso dell'assemblea degli attivisti torinesi.
«Le Olimpiadi sono una grande occasione per Torino e per il Movimento. Dimostreremo di saperle fare a zero debiti e in modo sostenibile», è quanto ha detto Beppe Grillo agli attivisti dopo essere stato contattato per telefono dalla sindaca Chiara Appendino. La prima cittadina aveva necessità di sfondare il muro di no opposto dai suoi, contrarissimi ad avviare un dialogo per decidere se candidare la città ad ospitare di nuovo i Giochi Invernali. La manifestazione d'interesse firmata va inviata entro fine mese, al Comitato Olimpico Internazionale. 

Perché Roma no e Torino sì? «Perché - trapela dal Comune - a Torino siamo in una fase preliminare di manifestazione di interesse e possiamo ancora dettare le regole». Il senso è che Raggi, viene spiegato, è arrivata in Campidoglio a cose già fatte e in fase avanzata. Appendino invece può permettersi più margini e tempo per trattare.

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L'ok di Grillo arriva dopo che diversi consiglieri della maggioranza M5S a Torino e i consiglieri regionali M5S avevano detto che le Olimpiadi invernali del 2026 non possono essere realizzate in Italia. La consigliera Daniela Albano citava proprio ieri il regolamento del CIO a cui, secondo lei, si sarebbe dovuto derogare se Torino si fosse candidata. «È auspicabile derogare?», si chiede su Facebook. Dal comitato olimpico dicono che questa della deroga è un pretesto, un cavillo, ovvero un'ultimissima spiaggia per dire un «no a prescindere» come è successo a Roma. «Queste non sono regole stringenti - si legge sull'account Torino 2026 -  o meglio, possono essere by passate. Lo stesso regolamento indica come in ogni sessione non può che avvenire la scelta della città che ospiterà una sola edizione. Nell'ultima sessione però si è deciso di soprassedere a questa regola assegnando le edizioni del 2024 (Parigi) e 2028 (Los Angeles). Insomma, non è certo questo comma che può essere preso come pretesto per dire "no" alla candidatura di #Torino2026...».

Si aggrappano con le unghie al regolamento Cio anche i regionali M5S, la valsusina Francesca Frediani e Davide Bono, rispettivamente capogruppo e consigliere regionale M5S in Piemonte: «Il Regolamento olimpico parla chiaro: è impedita la candidatura ai Paesi in cui si terrà la sessione del Cio deputata a decidere il prossimo evento. E la riunione del Comitato Olimpico Internazionale è prevista proprio nel nostro paese, a Milano». «La norma non è interpretabile diversamente ed è ampiamente nota a tutti gli addetti ai lavori del mondo dello sport. Una regola di buonsenso che evita ai paesi ospitanti l'assemblea Cio eventuali e imbarazzanti conflitti d'interesse. Cambiare le regole in corsa sarebbe impensabile e l'attuale dibattito mediatico si basa su presupposti completamente errati». «Stupisce che tutti i sostenitori dell'evento non abbiano tenuto conto di questo aspetto. Come è stato redatto il dossier se non si sono tenute in debita considerazione le norme stilate della stesso Cio? Con tutti i professionisti che si sono spesi per l'evento olimpico a Torino perché nessuno ha approfondito questi aspetti? Questi sono gli interrogativi che dovrebbero appassionare i media e gli addetti ai lavori anziché alimentare un dibattito fondato sul nulla. Proprio per questo, come già ribadito in sede di Capigruppo regionale, non ci faremo coinvolgere in sterili e propagandistiche discussioni in aula peraltro proposte da chi ha abbandonato anzitempo la Regione per il Parlamento».

«La scelta annunciata oggi da Beppe Grillo di sostenere la candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali del 2026 non può che offendere i romani a cui solo pochi mesi fa era stata negata la candidatura di Roma 2024 dalla sindaca Raggi». A dirlo è l'architetto Raimondo Grassi, presidente del movimento Roma Sceglie Roma. «Stupisce che ancora una volta un partito che ambisce a governare il Paese si lasci dettare la linea da un post pubblicato su facebook in cui si contrappongono le capacità di Torino con le pecche della Capitale, incapace, questa la linea sostenuta dal M5S, di gestire un evento di caratura mondiale come le Olimpiadi», aggiunge Grassi. «Quella di Roma 2024 - conclude il presidente di Roma Sceglie Roma - è una ferita ancora aperta per la città a cui sono stati negati miliardi di investimenti e la possibilità di interventi infrastrutturali senza i quali la Capitale non potrà mai rilanciarsi. La decisione di Grillo, che ancora una volta scavalca e anticipa quella degli amministratori a Cinque Stelle, oltre a dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, chi comanda nel partito, rappresenta l'ennesima 'bucà che il movimento e la Raggi danno ai romani, considerati cittadini non meritevoli di ospitare un evento di rilevanza mondiale come un'Olimpiade».

Vittorio Bertola, ex consigliere comunale a Torino con il M5S prova a fare la somma di tutte le posizioni ma il risultato è zero. «Oggi esplode la grana Olimpiadi Torino 2026 - scrive - i favorevoli (compreso il sindaco M5S di Pinerolo) presentano in pubblico lo studio di fattibilità, i No Tav si oppongono e scrivono ad Appendino una lettera furiosa, un pezzo del gruppo M5S si dissocia e presenta una propria serie di condizioni in 10 punti, altri esponenti M5S si dicono contrari e basta, altri favorevoli, la sindaca disconosce lo studio ma non dice cosa vuole fare. A me non scandalizza che ci sia dibattito e che ognuno nel M5S dica la sua, a me però preoccupa che il partito che da solo governa Torino, nonostante la questione sia sul tavolo da settimane e vada decisa entro fine mese, non sia in grado di dire chiaramente qual è la propria posizione ufficiale e definitiva, possibilmente argomentandola con dati e valutazioni razionali; anche se il M5S da sempre si è opposto alle Olimpiadi ovunque e per principio, e una marcia indietro sarebbe clamorosa». Questo post è ovviamente antecedente alla telefonata di Beppe Grillo che sdogana i Giochi, ma soprattutto la possibile alleanza di governo M5S-Pd. 

 

Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 19:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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