Il governatore Zaia: «I Mondiali di Cortina ci faranno da traino»

Martedì 13 Marzo 2018 di Claudia Guasco
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Saranno «le Olimpiadi dell'Unesco, sulle montagne patrimonio mondiale dell'umanità». Il governatore del Veneto Luca Zaia lancia la candidatura del nord est per le Olimpiadi invernali del 2026, forte di un panorama mozzafiato, 1.400 chilometri di piste, gli investimenti e l'esperienza del mondiali di Cortina 2021 a cui già si lavora.
Il suo collega di Trento Ugo Rossi però mette in guardia sulla sostenibilità.

«E ha ragione, sono d'accordo. Ci siamo sentiti anche oggi, è la preoccupazione comune che condividiamo con il presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher. Entro la fine del mese ci incontreremo, siamo tutti e tre della stessa opinione: sarà un progetto a impatto zero sull'ambiente, non low cost ma di alta valorizzazione del nostro comprensorio sciistico e delle infrastrutture che abbiamo».

Intanto, sulla questione, a Torino è frattura nella giunta Cinquestelle.
«Non avevo dubbi che si sarebbe creata una grande confusione. Certo non ne gioisco, è bene che ci siano più candidature di livello. Intendiamoci, la nostra iniziativa non ha nulla di politico, tant'è che unisce tre amministrazioni diverse. Non sono Olimpiadi contro qualcuno, è un'idea che coccoliamo da quando il Sud Tirolo si è chiamato fuori. Poi c'è stato il referendum e a seguire le politiche, così non abbiamo avanzato la nostra proposta per evitare strumentalizzazioni. Adesso è arrivato il momento».

Tra l'altro sul M5S pesa la bocciatura alla corsa di Roma per il giochi del 2024.
«Hanno deciso di dire no e hanno perso una grande occasione. Se il tema è: con le Olimpiadi creiamo un substrato che favorisce l'illegalità, ebbene un ladro ruba anche le elemosina in chiesa. E allora, a furia di dire di no, si arriva alla paralisi. Bisogna invece spingere lo sguardo oltre, tutelare la legalità coinvolgendo l'Anac e le istituzioni dello Stato, siglare protocolli di intesa con la guardia di finanza e le procure».

Nel frattempo oltre a voi si fa avanti la Lombardia, magari in ticket con il Piemonte, e Salvini approva. Possibili dissidi interni alla Lega in vista?
«I conflitti si fanno su altre tematiche, non sullo sport. Ragionevolezza vuole che io sia felice che ci siano altre candidature, il benchmark diventa essere più bravi del tuo avversario. Noi siamo tranquilli, ci piacciono le sfide e non consideriamo Piemonte e Lombardia nostri nemici. Ci eravamo proposti per i giochi del 2024, salvo poi fare un passo indietro di fronte alla possibile candidatura di Roma che - per una concomitanza di date - ci sembrava potesse avere delle chance. Quando si tratta di sport, niente scontri».
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