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BuzzFeed: «Trump fa male come le sigarette, non accetteremo la sua pubblicità elettorale»

Donald Trump
di Anna Guaita
3 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Giugno 2016, 22:36 - Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 09:24

NEW YORK – Non vogliamo avere più alcun rapporto d’affari con lui, rinunciamo alla sua pubblicità. Questo l’annuncio che il sito BuzzFeed ha emanato ieri: da oggi non accetterà più pubblicità da Donald Trump. La spiegazione è dura: “Non pubblichiamo pubblicità di sigarette perché sono dannose alla nostra salute, e non accetteremo pubblicità di Trump per l’esatta stessa ragione”.
 
E’ da tempo che i media, gli opinionisti, perfino una bella fetta dei repubblicani stessi ammettono che Donald Trump è razzista, ma le sue ultime uscite contro un giudice di origini messicane stanno davvero causando sconcerto. Il giudice Gonzalo Curiel, oltretutto è nato in Indiana e quindi è cittadino americano, ma Trump ha sostenuto che per le sue origini non può essere imparziale nel giudicare la causa per truffa che è stata intentata alla Trump University da un gruppo di ex studenti. Curiel per regolamento non può rispondere alle accuse, ma sappiamo di lui che nel passato la lottato contro i cartelli della droga messicani, e che è stato già minacciato di morte: le accuse di Trump di certo non possono che complicargli la vita.
 
Vari politici hanno chiesto a Trump di fare marcia indietro. Lui non solo si è rifiutato ma ha allargato il raggio della sua diffidenza razzista sostenendo che non si fiderebbe neanche di un giudice islamico.
 
Con questo curriculum di accuse, di provocazioni razziste e xenofobe, si capisce perché il mondo degli affari cominci a distanziarsi da lui. Il fatto che BuzzFeed rifiuti la sua pubblicità viene dopo che già il popolarissimo sito Huffington Post ha cominciato ad aggiungere a tutti gli articoli scritti su Trump una nota a pie’ pagina del direttore, Arianna Huffington: “Donald Trump regolarmente incita alla violenza politica, ed è un mentitore, uno xenofobo senza freni, un misogino e un birther che ha ripetutamente promesso di chiudere l’accesso agli Usa a tutti i membri della religione islamica, un miliardo e 600 milioni di persone” (Un birther è una persona che crede che Barack Obama non sia americano e crede che il suo certificato di “nascita” sia un falso).
 
Davanti all'escalation xenofoba di Trump, tre canali tv - la Nbc, Espn e Univision – hanno cancellato gli accordi di seguire spettacoli o iniziative sportive legate al businessman ad esempio i concorsi di bellezza e i tornei di golf. Pochissimi giorni fa anzi Trump ha ricevuto un vero schiaffo simbolico quando il PGA, il Professional Golf Tour, ha annunciato che si trasferiva dal campo di Miami di proprietà di Trump, a un campo in Messico. Gli organizzatori sostengono che non c'è una protesta contro Trump in questa clamorosa scelta, ma ammettono di non essere riusciti a trovare abbastanza sponsor per il concorso sportivo, e di averli invece trovati proprio in Messico.

In altre parole, aziende che prima erano contente di sponsorizzare iniziative collegate al tycoon newyorchese, ora si tirano indietro. E il fenomeno sembra stia interessando anche la Convention di luglio a Cleveland: la NPR, la radio pubblica, ha rivelato che la grande kermesse politica è a corto di sponsor.  Un gruppo di pressione di tendenze liberal, Color of Change, sta insistendo presso varie grandi aziende perché si astengano, e ha già ottenuto che la Hewlett Packard non contribuisca neanche con un dollaro, che Microsoft si limiti all’assistenza tecnica e che Coca Cola che nel passato ha regalato centinaia di migliaia di dollari quest’anno ne abbia offerti solo 75 mila: “Se il Ceo di una grande azienda si presentasse al lavoro e dicesse le cose che ha detto Trump, sarebbe licenziato in tronco – sostiene Rashad Robinson, direttore del gruppo -. Ed è giusto che le aziende non abbiano contatti stretti con una persona che vuole vendere odio all’America”.
 

 

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