Torino, figlio di 9 anni costretto a portare il cartello “Sono un bambino sporco”: genitori condannati

Giovedì 6 Aprile 2017
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Sono stati condannati a un anno e 8 mesi di reclusione, oggi in Tribunale a Torino, i genitori accusati di maltrattamenti nei confronti del figlio adottivo che all'epoca dei fatti aveva 9 anni. Vessazioni quotidiane e abituali, secondo l'accusa sostenuta dal pm Francesco Pelosi, che aveva chiesto per la coppia quattro anni di carcere. In una occasione il piccolo era stato costretto a portare al collo un cartello con la scritta "sono un bambino sporco".

I difensori della coppia annunciano l'intenzione di impugnare la sentenza. «Non si è trattato di un singolo episodio, di un singolo insulto, di una doccia fredda e delle mutande infilate in bocca per punirlo della pipì a letto. Ma di maltrattamenti continui», aveva detto nel corso del processo il pm Pelosi. «Avrebbero dovuto prendersi cura di lui e invece gli hanno fatto del male come mai nessuno in vita sua. Lo hanno distrutto», aveva aggiunto. «Una sentenza che non condividiamo e che impugneremo», commenta l'avvocato Anna Ronfani, difensore della coppia con il legale Valerio D'Atri.

«Questa è una storia di un fallimento adottivo, non di violenze in famiglia - sostiene - Leggerò le motivazioni, che saranno molto complesse». Il giovane, ormai 17enne, è nato a Donetsk, in Ucraina. Quando aveva nove anni era stato affidato alle cure di una famiglia adottiva che vive in un paese della cintura torinese. Oggi vive in una comunità a seguito di un provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Torino. Il giudice Antonio De Marchi ha anche condannato la coppia a una provvisionale di 20mila euro.
Ultimo aggiornamento: 7 Aprile, 09:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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