Caserta, rissa in discoteca: pestato Ivanhoe, figlio di Sandokan, il boss dei Casalesi

Venerdì 27 Ottobre 2017 di Mary Liguori
Cinquanta ragazzi che si prendono a cazzotti, un locale in subbuglio e i titolari che, anziché chiamare le forze dell’ordine, cercano di sedare la megarissa, poi chiudono le porte nell’improbabile tentativo di evitare di «non passare un guaio» con le forze dell’ordine. Ma, di lì a poco, un video inizia a circolare e la storia diventa di dominio pubblico, si colorisce, si ingigantisce e, da zuffa tra ventenni ubriachi, assume la fisionomia dell’affronto a uno dei clan più temuti della Campania quello capeggiato, tutt’ora, nonostante i decenni al 41bis, secondo la Cassazione, da Francesco Sandokan Schiavone.

Il protagonista del filmato, che molti giurano di aver visto, è il quarto dei sette figli del boss, al quale Sandokan diede il nome del pellegrino-cavaliere di Walter Scott, Ivanhoe. Per ora non si sa se la zuffa sia scoppiata per la contesa di una lady Rowena di turno, ma se ne conoscono gli effetti che forse non saranno privi di conseguenze. Il giovane Schiavone, a quanto pare, è tra quelli che nel parapiglia hanno la peggio. Ne esce tumefatto e con un taglio sul sopracciglio. Più ragazzi lo colpiscono ripetutamente. E lui, a quanto pare, incassa inerme. E nessuno dei suoi amici interviene in sua difesa. Nel locale di Carinaro si vivono minuti terribili. Mentre è in corso il pestaggio, la pista diventa una bolgia. Tra quelli che se le danno di santa ragione e coloro che invece si ritrovano ad assistere alla zuffa, si scatena il caos più totale. I buttafuori cercano di fare quel che possono, ma tener testa a cinquanta persone in preda alla violenza e all’alcol è impresa impossibile. Ciononostante, chi gestisce la discoteca decide di non avvisare la polizia. Il locale chiude con vinti e vincitori che se ne tornano a casa ubriachi, contusi e convinti che tutto sia finito lì. E invece la notizia della maxirissa, del pestaggio di Ivanhoe e tutto il resto, arriva ben presto alle orecchie dei carabinieri.

Quelli che hanno pestato il giovane Schiavone si renderanno conto solo il giorno dopo di avere picchiato il figlio del boss dei Casalesi. E vanno nel panico. Tra loro c’è anche il nipote di un camorrista di Marano. Gli ingredienti per l’innesco di una reazione a catena dalle imprevedibili conseguenze ci sono, insomma, proprio tutti. Come c’è, da parte dei titolari del locale, la responsabilità di non avere avvisato le forze dell’ordine. Al momento, ci sono due inchieste sull’episodio. Un fascicolo è in capo alla procura di Napoli Nord, guidata da Francesco Greco, l’altro in mano alla Dda, pool diretto da Luigi Frunzio, sostituti procuratori Vincenzo Ranieri e Fabrizio Vanorio. 

Ivanhoe Schiavone è stato arrestato, processato, assolto e scarcerato nel 2015 dalle accuse di avere fatto parte del clan del padre. Dal dicembre 2016 non è più sorvegliato di pubblica sicurezza. Bruno, supertatuato, coperto di griffe dalla testa ai piedi, Ivanhoe è una star di Facebook. E, proprio sui social, starebbe circolando quel video in cui lo si vede vittima del pestaggio. Come detto, dopo avere identificato buona parte dei cinquanta ragazzi che si trovavano nel locale la notte dei fatti, i carabinieri di Caserta continuano a lavorare nel più stretto riserbo. Ma quanto accaduto quella notte a Carinaro è passato di bocca in bocca. La situazione viene costantemente monitorata. Il rischio di reazioni, per gli inquirenti, è un’ipotesi più che concreta.  Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 13:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA