Ponte crollato Genova, Conte: «Revocheremo concessione a Autostrade». La replica: «Verifiche trimestrali, pronti a ricostruire in 5 mesi»

Mercoledì 15 Agosto 2018
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La società Autostrade per l'Italia, che gestisce la tratta dove ieri a Genova è crollato il ponte Morandi provocando almeno 39 morti, finisce nel mirino del governo, che chiede le dimissioni dei vertici e valuta la revoca della concessione. Mentre vanno avanti i lavori dei vigili del fuoco e dei soccorritori, monta dunque la polemica sulle cause del disastro e sulla manutenzione del viadotto. Intanto si scava ancora sotto le macerie del ponte collassato ieri mattina. I morti, secondo gli ultimi dati della prefettura, sono saliti a 39. 

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Autostrade. «Autostrade per l'Italia si dichiara fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell'ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi», comunica la società in una nota. «È una fiducia che si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali». 

«Autostrade per l'Italia sta lavorando alacremente alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che completerebbe in cinque mesi dalla piena disponibilità delle aree», spiega ancora la società. «Autostrade per l'Italia si dichiara fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell'ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi». Lo si legge in una nota, che precisa: «È una fiducia che si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali». 

Il viadotto «era monitorato dalle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Genova con cadenza trimestrale secondo le prescrizioni di legge e con verifiche aggiuntive realizzate mediante apparecchiature altamente specialistiche». È quanto specifica in una nota Autostrade per l'Italia, che fa capo ad Atlantia, società quotata in Borsa e controllata dalla famiglia Benetton. Nelle attività di monitoraggio sul viadotto Polcevera «le strutture tecniche preposte si sono avvalse, per valutare lo stato di manutenzione del viadotto e l'efficacia dei sistemi di controllo adottati, di società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali», replica ancora la società. Gli esiti del monitoraggio svolto da «autorevoli soggetti esterni hanno sempre fornito alle strutture tecniche della società adeguate rassicurazioni sullo stato dell'infrastruttura».

I costi della revoca. L'eventuale revoca della concessione ad Autostrade comporterebbe un risarcimento alla società che, secondo stime di fonti finanziarie è intorno ai 15-20 miliardi. La convenzione prevede che il concessionario ha diritto ad «un indennizzo/risarcimento a carico del Concedente in ogni caso di recesso, revoca, risoluzione». L'indennizzo «sarà pari ad un importo corrispondente al valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile dalla data del provvedimento di recesso, revoca o risoluzione del rapporto, sino alla scadenza della concessione», nel 2038.

 

 

Di Maio. «I responsabili hanno un nome e un cognome e sono Autostrade per l'Italia. Dopo anni che si è detto che le cose dai privati sarebbero state gestite molto meglio, ci troviamo con uno dei più gradi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza. Queste sono scuse. Autostrade deve fare la manutenzione e non l'ha fatta. Prima di tutto si dimettano i vertici», dice il vicepremier Luigi Di Maio in un'intervista a Radio Radicale. 

«È possibile, in caso di inadempienze, ritirare la concessione e far pagare multe fino a 150 milioni di euro. Autostrade non ha fatto la manutenzione» sul ponte Morandi: «Toninelli ha avviato le procedure» per il ritiro della concessione, continua il vicepremier. «Può gestire lo Stato. Ad Autostrade paghiamo i pedaggi più alti d'Europa e loro pagano tasse bassissime perché sono posseduti da una finanziaria Benetton in Lussemburgo», sottolinea il ministro. 

 

«Attingeremo da fondi straordinari per assicurare la viabilità ai cittadini anche prolungando, se serve, l'utilizzo di alcuni viadotti costieri. Stiamo studiando tutte le possibilità per far funzionare subito la viabilità, perché così la città è spezzata in due», dice ancora Di Maio.

«Faremo, come ha già annunciato il premier Conte, un piano straordinario di monitoraggio. Si tratta di installare dei banali sensori su tutte le infrastrutture del Paese per un monitoraggio costante: a volte si fa con dei satelliti, a volte con i sensori. Saremo giudicati sui fatti e tra qualche mese verificheremo con i cittadini se saremo conseguenti a quanto annunciato», afferma ancora il vice premier. 

 

Tonineli. Anche il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, torna a puntare il dito contro Autostrade. «Sono passate nemmeno 24 ore dalla tragedia che ha colpito Genova, e come tutti noi ho ancora negli occhi quelle terribili immagini del crollo del ponte Morandi - scrive Toninelli su Facebook -. Oggi sarò tra le macerie macchiate di sangue e provo rabbia perché in un Paese civile non si può morire per un ponte che crolla. Lo voglio ribadire con ancora più forza: chi ha colpe per questa tragedia ingiustificabile dovrà essere punito. Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari. I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato».

 

Poi ai microfoni aggiunge: «La prima azione che faremo ovviamente è andare a guardare la convenzione stipulata con Autostrade per l'Italia e revocare la concessione e sanzionare pesantemente coloro che mi pare del tutto evidente non abbiano adempiuto a degli obblighi contrattuali chiarissimi che sono quelli della manutenzione. Chi deve manutenere chi deve tenere in sicurezza sono le società concessionarie. E se un ponte come questo di Genova è crollato significa che la manutenzione non è stata fatta».

«A chi invece sta speculando su questa tragedia - continua Toninelli - voglio dire: è impensabile, oltre che ignobile, collegare il crollo del ponte Morandi alla messa in discussione della realizzazione della Gronda di Genova, su cui è in corso un’analisi costi-benefici. Si tratta di un’opera che non costituisce una soluzione sostitutiva rispetto al viadotto sull’A10. E che comunque sarebbe pronta nel 2029. Ora basta sciacallaggio, noi vogliamo le grandi opere utili. E pensiamo soprattutto a rendere sicura questa nostra malridotta Italia».

«Siamo l'Italia, siamo un Paese civile, ma quello che è accaduto è da Paese incivile. Chi lo ha fatto accadere deve pagare fino all'ultimo centesimo. Ci costituiremo parte civile per difendere ancora di più le famiglie delle vittime», ha poi detto Toninelli su Rtl 102.5. 

Salvini. «La revoca delle concessioni è il minimo che ci si possa aspettare». Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini intervistato da Radio 24 e dicendosi «assolutamente» d'accordo sulla revoca della concessione ad Autostrade perl'Italia.

 

«Non faccio l'ingegnere e non faccio processi senza elementi, però quel ponte era sotto il controllo di una società privata che guadagna miliardi facendo pagare uno dei pedaggi più cari d'Europa. Evidentemente, questa società non ha fatto quello che doveva fare e non ha speso i soldi che doveva spendere», ha poi aggiunto il ministro dell'Interno parlando con i giornalisti a San Luca, in Calabria.

«Una società, come quella che gestisce quel tratto autostradale, che fa miliardi di utili deve spiegare agli italiani perché non ha fatto il possibile per reinvestire una parte di quegli utili in sicurezza», ha sostenuto ancora il ministro dell'Interno che ha poi parlato di «una responsabilità civile, penale, societaria» che «mi sembra doverosa nei confronti di chi non c'è più». 

«Da vice presidente del Consiglio scriverò a tutti gli altri concessionari privati per chiedere quale parte dei loro bilanci è reinvestita in sicurezza», ha proseguito il vice premier. «Il presidente del Consiglio è già in riunione a Genova. Vedremo di dare le prime risposte urgenti. La città non può essere bloccata. Al di la dei morti c'è un danno economico e sociale inimmaginabile. Occorre intervenire subito e con urgenza».

Sui vigili del fuoco «ho ereditato un piano assunzioni di 1600 unità, stiamo lavorando per assumerne 1.500 nell'arco di un anno», ha aggiunto Salvini. Il titolare del Viminale ha parlato anche dell'impegno di destinare «12 milioni di euro» per acquistare automezzi, vetture e la strumentazione necessaria al Corpo dei vigili del fuoco.

 

Ultimo aggiornamento: 21:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA