Ripartenza del Centro Italia, Mancinelli (Ancona): «Facciamo rete dalla Sanità agli aeroporti»

Ripartenza del Centro Italia, Mancinelli (Ancona): «Facciamo rete dalla Sanità agli aeroporti»
di Diodato Pirone
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Lunedì 12 Aprile 2021, 09:06 - Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 10:13

Valeria Mancinelli dal 2013 governa Ancona, il capoluogo delle Marche con i suoi 100 mila abitanti ma anche punto di riferimento di un fortissimo reticolo manifatturiero che fra mille affanni sta sopravvivendo anche alla tempesta Covid.


Sindaco, come si vede dall'Adriatico l'idea di rilanciare la questione del Centro Italia?


«E' ben posta. L'idea di dare vita a progetti comuni che travalichino i confini delle Regioni è utile. Anche perché all'estero ormai anche amministrazioni locali hanno una visione globale: Ancona è gemellata con una città cinese che ha un assessore ai rapporti con l'Africa».


Ieri il sociologo Giuseppe De Rita ha detto che servono progetti orizzontali che uniscano le aree di sviluppo del Tirreno a quelle adriatiche...


«Ben detto. Per la verità qualcosa è stato fatto ma il tema delle infrastrutture materiali va affrontato con coraggio a partire da una linea ferroviaria degna di questo nome fra le due sponde».

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Alta velocità?


«Vedo che piano piano sta diventando una realtà il collegamento veloce fra Napoli e Bari. Esistono progetti fra il Lazio e l'Abruzzo, forse si può puntare a qualcosa di più articolato».


Pensa che un coordinamento su nuove infrastrutture materiali possa coinvolgere tutte le Regioni dell'Italia Centrale?


«Sarebbe una buona idea. Così come si potrebbe pensare ad una collaborazione interregionale sul tema della Sanità».


E cioè?


«I bacini piccoli hanno più difficoltà delle grandi città a sostenere centri di eccellenza. Una programmazione interregionale potrebbe distribuire sul territorio strutture d'alto livello sostenute da una rete infrastrutturale adeguata».

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Altri esempi?


«Gli aeroporti. Nell'area del Centro Italia ci sono molti aeroporti ma quasi tutti campano ma non muoiono, come si dice dalle nostre parti. Anche qui c'è un tema di collaborazione interregionale legato ai flussi turistici. Roma, Firenze, Perugia sono poli di attrazione senza pari cui potrebbe convenire poter contare su un retroterra competitivo. Con collegamenti più facili o più veloci fra Adriatico e Tirreno anche la collaborazione fra i porti dei due mari assumerebbe un ben altro profilo. Senza considerare che le produzioni manifatturiere delle Marche che oggi viaggiano più in senso verticale verso il Nord potrebbero trovare sbocchi interessanti guardando a Ovest. Discorso analogo, rovesciato di 180 gradi, per il Lazio e la Toscana».


Ma bisognerebbe ripensare le Regioni?


«Non faccio chiacchiericcio sulla riforma delle istituzioni. La cosa che serve di più è una governance forte per l'Europa. Fatta questa possiamo discutere anche delle Regioni e dei Comuni. Su questi ultimi mi lasci dire che conservano una capacità di spesa per i progetti che non va dispersa».

 

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