Giulia Grillo: «La Lega su alcuni temi ha visioni estremiste»

Mercoledì 3 Aprile 2019 di Simone Canettieri
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Giulia Grillo: «Segnale importante per le donne, Il governo dura? Imprevedibile»

Ministro Giulia Grillo, oggi le buone notizie per il M5S sono due: il via libera della Camera al Revenge porn e la marcia indietro della Lega sulla castrazione chimica. È così?
«La buona notizia è il sì al Revenge porn: vedere il parlamento unito con il governo è un bel segnale di maturità per il Paese. Soprattutto in ballo c’è il tema della violenza sulle donne e sulla sfera che riguarda la loro l’intimità. Inoltre, portiamo a casa un importante risultato: saranno puniti atteggiamenti che finora erano stati ignorati dal legislatore».

Lo dedica alla sua ex collega di partito Giulia Sarti?
«Più che altro direi che il pensiero va anche Giulia: le ho espresso la mia vicinanza, ma non voglio che venga strumentalizzata. La diffusione di foto intime come forma di ricatto è accaduta a donne famose e non, e a volte con esiti tragici».

Da ministro della Salute, è soddisfatta della retromarcia leghista sulla castrazione chimica?
«Ha vinto il buon senso. Si sarebbe trattato di somministrare un farmaco senza diagnosi dando per scontato squilibri ormonali. Sarebbe stato un unicum. Oltre a diventare una pena corporale. E’ molto più importante un trattamento psicoterapico. E soprattutto avere la certezza della pena per chi commette queste atroci violenze. E poi posso dire una cosa?».

Certo.
«Si devono combattere i modelli culturali invece di somministrare pillole».

Era una proposta della Lega, ma soprattutto della sua collega Giulia Bongiorno che ha rivendicato insieme all’uso del termine “isterico” per le donne che millantano violenze. Da donna a donna vi siete parlate?
«Non è un problema di vederci e parlarci. Il termine isterica viene utilizzato in maniera dispregiativa quando si parla di donne. Non ho mai pronunciato questa parola nella mia vita».

Reputa il ministro Bongiorno troppo aggressiva?
«Magari fa parte del suo linguaggio, essendo un avvocato che sa difendere le proprie tesi, ma l’uso di quel termine è stato infelice».

Anche sui diritti voi del M5S e la Lega litigate tutti i giorni. Se ne accorge? 
«La Lega è un partito di destra che ha visioni estremiste su alcuni temi, come ha dimostrato a Verona. Il M5S, fuori dal vecchio schema di sinistra, ha sempre portato avanti i diritti civili parlando concretamente di famiglia e non in senso generico. Esistono tante famiglie anche allargate. Tanti partecipanti al congresso Verona sono divorziati e quindi non ha senso criticare gli altri. Bisogna aiutare i figli con azioni fattuali come stiamo facendo: dal reddito di cittadinanza ai contributi per la maternità, fino alle strutture per l’infanzia. Il paese ha bisogno di solidarietà e non di odio».

Sta dicendo che il Paese reale è con voi sui diritti?
«Noi siamo un movimento post-ideologico: viviamo la realtà e la modernità. Direi proprio di sì».

Dicono che le tesi di Verona le abbiano messo paura: è davvero così?
«Non mi hanno messo paura, ma le persone hanno altri problemi rispetto ai feti di gomma e ai complotti contro la famiglia tradizionale. E poi voglio dirlo: io sto con Papa Francesco, e lì c’erano molti che lo attaccavano».

Alla fine però c’era il logo del ministero della Famiglia che fa parte anche del suo governo. Se n’è fatta una ragione?
«Mi faccio chiamare ministro perché esercito una funzione e svolgo un servizio. Bisogna avere rispetto delle istituzioni: quello della Famiglia non è un ministero di Fontana ma di tutti gli italiani».

Voi e la Lega siete divisi su tutto, ma davvero pensa che questo governo durerà altri 4 anni? 
«Questa è la domanda delle domande. La durata del governo è imprevedibile. Il M5S ha voluto per la prima volta usare un nuovo sistema: non c’è un patto del Nazareno, ma un contratto da rispettare. Non siamo alleati da nessuna parte, con la Lega, portiamo avanti battaglie comuni inserite nel contratto. Vedremo».

Dopo le Europee, non salterà il governo ma Giulia Grillo: va bene così?
Ride «I rumors lasciano il tempo che trovano. Non sono attaccata alla poltrona, sono al servizio dei cittadini».

Ma perché nel toto-rimpasto gira sempre il suo nome?
«Si vuole screditare il mio lavoro: sto dando fastidio a molti. Da certi sistemi farmaceutici alle regioni commissariate» .

Il commissariamento della sanità nel Lazio continuerà?
«Stiamo facendo le nostre verifiche: abbiamo bisogno dei dati ufficiali. Se ci saranno gli estremi attueremo la legge approvata dal parlamento. Nella mia ispezione ho trovato criticità importanti all’Umberto I e mi ha stupito che il presidente della Regione Lazio nonché segreteria del Pd non avesse mai visitato questa struttura, la più grande di Roma».

Sui vaccini state andando in ordine sparso e cambiate idea ogni 5 minuti.
«Non si può scatenare l’inferno al primo emendamento. Aspettiamo l’esito del dibattito parlamentare. Nessuno mette in dubbio l’utilità dei vaccini per la prevenzione primaria né l’aumento della copertura».

Bussetti ha detto che anche i bimbi non vaccinati potranno entrare a scuola. 
«Questo lo dice Bussetti che è il ministro dell’Istruzione, io sono quello della Salute».
 

Ultimo aggiornamento: 09:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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