Il piano shock di Renzi: «120 miliardi per il Pil e per abbassare l’Irpef»

Sabato 16 Novembre 2019 di Claudia Guasco

dalla nostra inviata
Scenografia pop, colonna sonora dei Queen (Don’t stop me now) e debutto a Torino, «perché qui tutto è iniziato e qualcosa in questi ultimi anni a Torino è anche finito...». Matteo Renzi presenta il suo «piano shock da 120 miliardi», con un primo obiettivo: «I nostri parlamentari cercheranno di fare tutto per evitare i microbalzelli in manovra e abbiamo pronto un piano su come rendere l’Irpef più semplice nel 2021», annuncia il leader di Italia Viva.

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MODELLO EXPO
Sarà una nuova imposta sui redditi più lineare e più bassa, «abbiamo chiesto di lavorare adesso per un anno per mettere i soldi solo lì. Il governo ha detto sì, ci pensiamo». Ed è chiamato anche a dare il suo parere sulla proposta di legge che verrà depositata il prossimo 15 gennaio e «verrà messa a disposizione del Paese, del governo e del premier Giuseppe Conte», a cui Renzi chiede di trasformare il piano in un decreto legge. Italia Viva, spiega, «è nata per fare delle proposte e non delle polemiche o alimentare tensioni: vogliamo dare una mano, perché l’economia italiana è messa molto peggio di quanto non sembri». Eppure soldi ci sono, ma restano incagliati «in ricorsi al tar, inghippi procedurali. Se li sbloccassimo avremmo qualche reddito di cittadinanza in meno e qualche posto di lavoro in più».

Infrastrutture, ambiente, periferie urbane, case popolari, porti e aeroporti, strade e ospedali. «Questo che abbiamo fatto è un censimento, ma non basta. È evidente che le procedure standard non funzionano, c’è l’esigenza di una realtà che va sistemata e il modello che ha funzionato è l’Expo a Milano». A quei tempi Renzi era premier e ricorda che qualcuno gli consigliò di telefonare al presidente turco Erdogan e di passare il testimone a Smirne, seconda classificata. «Noi abbiamo messo l’ambulanza nella corsia di emergenza. Abbiamo piazzato un commissario e dato un controllo fortissimo al magistrato Raffaele Cantone. Oggi l’Italia è in una curva discendente drammatica. O interveniamo subito o non andremo da nessuna parte».

Alle spalle di Renzi scorrono le slide, scherza sul palco quando gli chiedono di spostarsi - «A destra? Questo è un problema...» - parla di «procedure semplificate» per contrastare i blocchi burocratici e annuncia una «grande campagna di ascolto» con ministri, enti locali, banche, associazioni. Punto di partenza sono «gli oltre 74 miliardi di opere stradali e ferroviarie ferme». Poi ci sono «investimenti per tre miliardi sui porti e quattro miliardi di euro sugli aeroporti», il piano casa da un miliardo, i 29,5 miliardi già oggi disponibili per arginare il dissesto idrogeologico.
Tutto questo, afferma Renzi, serve ai cittadini, crea Pil e «vince l’atteggiamento culturale assurdo di chi vuole stare a casa e prendere il reddito di cittadinanza. Noi siamo per il lavoro di cittadinanza e non per il reddito di cittadinanza». Vince «chi detta l’agenda - ricorda il leader di Italia Viva - se Salvini fa credere che il problema è il barcone, è perché detta l’agenda». La sfida è appena cominciata: «A partire da maggio, dalla Toscana in poi, ci candideremo a tutte le regionali».

Ultimo aggiornamento: 13:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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