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Draghi, le reazioni al discorso del premier al Senato. Chi ha applaudito e chi no

Mercoledì 17 Febbraio 2021
Draghi, le reazioni al discorso del premier al Senato. Chi ha applaudito e chi no

Combattere la pandemia da Covid, aiutare imprese e lavoratori con i fondi legati al Recovery, salvaguardare l'ambiente e il futuro dei giovani. L'intervento del premier incaricato Mario Draghi, tenuto al Senato di questa mattina, sembra aver convinto la quasi totalità dell'aula, che ha applaudito al termine dell'intervento con una standing ovation. «Lo avete sentito? Draghi ha dato una visione» ha commentato ai cronisti, pienamente soddisfatto, il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Che poi su Facebook ha aggiunto, rispondendo ai tanti che nei giorni scorsi lo hanno accusato di irresponsabilità istituzionale: «Oggi in Senato per votare la fiducia al Governo Draghi. A chi ancora oggi si domanda: ma aveva senso aprire la crisi? Rispondo semplicemente di leggere il discorso del nuovo Premier. E direte insieme a noi: sì, ne valeva la pena», così Renzi. Di seguito le reazioni di alcuni esponenti dei principali partiti.

 

 

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Renato Brunetta

Tra i primi a commentare il discorso del premier Draghi è stato il neo ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. Che ha dichiarato: «Ho ritrovato grande Draghi, siamo fortunati. Un ottimo discorso, ossuto, essenziale, come quelli che faceva in Bankitalia e in Bce, ma qua in Parlamento ha una valenza straordinaria, senza retorica o captatio benevolentiae» ha detto Brunetta ai microfoni dei giornalisti al Senato.

 

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Mara Carfagna

Anche la neo ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna ha sottolineato la necessità - per il Paese - di una figura come quella di Draghi: un uomo con «lo sguardo rivolto al futuro» e all'«attenzione alle nuove generazioni, alle necessarie riforme per modernizzare il Paese, alla parità fra i sessi come questione strutturale: l'intervento del presidente Draghi è stato molto emozionante e sento tutta la responsabilità per il lavoro che ci attende», così la ministra per il Sud e la Coesione territoriale in un post su Facebook.

 

 

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«Le sue parole sul Mezzogiorno, in particolare - continuato - hanno individuato con precisione le priorità che caratterizzeranno la mia attività: aumento dell'occupazione, con particolare attenzione a quella femminile, crescita degli investimenti, contrasto al declino demografico e allo spopolamento delle aree interne. Per realizzare tutto questo dobbiamo garantire una formazione di qualità, soprattutto in settori strategici, rinnovare e rafforzare la pubblica amministrazione, preservare la legalità. Da qui partiremo, con una visione di insieme che coinvolge tutto il territorio nazionale e guarda alle ragazze e ai ragazzi», conclude la ministra.

 

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Matteo Salvini

Soddisfazione anche dagli ambienti della Lega, uno dei partiti che maggiormente ha criticato il precedente governo Conte: «Più salute e meno tasse, più rimpatri e rispetto nei confronti delle future generazioni, orgoglio di essere italiani. Ottimo punto di partenza, nel nome dell'efficienza, della trasparenza e del cambiamento. La Lega c'è», così Matteo Salvini. Durante il discorso di Draghi numerosi applausi hanno scandito il passaggio sulla necessità di «un'Europa più integrata» - applauso a cui non si è aggiunto lo stesso Salvini - sul «ritorno a scuola in sicurezza» e l'importanza di aiuti a imprese e lavoratori per uscire dalla crisi. Temi particolarmente applauditi dai banchi del centrodestra.

 

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Poi Salvini ha parlato di Europa, spiegando la posizione della Lega all'interno della nuova maggioranza: «Ho fatto una riunione con i ministri e i sottosegretari: interverremo per dire che lavoreremo per portare più Italia in Europa, meno tasse, più cantieri, sulle partite Iva». Così il leader della Lega, Matteo Salvini: «L'Euro? Non è tema di attualità oggi. Qualcuno ora in tv si domanda se l'euro ci sarà per la storia dell'uomo? No, pensano alla salute, lascio agli accademici le dissertazioni sull'euro», ha concluso il leader della Lega.

Giorgia Meloni

Auguri di buon lavoro sono arrivati anche dalla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Che ha però ribadito fermamente la linea del suo partito, contraria a quella degli alleati di Forza Italia e Lega: «Dopo aver ascoltato da Draghi - ha dichiarato Meloni - un intervento di generica visione politica, che evita però di calarsi nelle scelte concrete da effettuare, confermiamo il nostro "no" a questo Governo. Non si può chiedere agli italiani un supplemento di fiducia al buio nei confronti del nuovo esecutivo. Entreremo nel merito delle singole questioni evidenziate da Draghi durante il dibattito in Aula e valuteremo i singoli provvedimenti che saranno votati, senza "cessioni di sovranità" che non ci appartengono». Lo scrive su Facebook la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Che sulla governabilità ha assicurato il sostegno del suo partito valutando le iniziative volta per volta

 

La fronda M5S

Decisa anche la cosiddetta fronda del M5S, che sta tentanto di dare vita a iniziative per una nuova «alleanza progressista». La consigliera del M5S di Roma Donatella Iorio preme infatti per una forza trasversale sul modello del Conte 2: «Basta con votazioni ad personam - ha dichiarato - a Roma serve gettare le basi per un'alleanza fondata sui temi e non sulle persone, che possa garantire continuità amministrativa per gli anni a venire». E ancora «Il Movimento esca dallo stallo e decida se portare avanti anche a livello locale il percorso avviato con il governo Conte II e già votato su Rousseau nel 2019. Mentre ci sono persone di buona volontà che stanno cercando di porre le basi per coinvolgere le forze progressiste al fine di proporre una soluzione a lunga scadenza per la nostra città, sulla spinta del lavoro fatto a livello di governo nazionale, altri mettono la propria persona avanti a qualsiasi ipotesi alternativa», sostiene Marco Terranova.

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«Notiamo con dispiacere che ancora una volta si mettono avanti le persone singole, prima dei temi - afferma Enrico Stefano - Andare avanti con "io sono il più bravo/a di tutti" non porterà da nessuna parte, se non allo scontro, al tifo da stadio, che è l'ultima cosa di cui Roma ha bisogno». «Le forze politiche dell'alleanza per lo sviluppo sostenibile M5S, Pd e Leu devono produrre una piattaforma programmatica costituente per definire un Piano per Roma per i prossimi cinque - dieci anni. Si apra da domani tavolo politico su Roma della coalizione progressista insieme al Movimento Cinque Stelle che possa proseguire la strada intrapresa dal secondo Governo Conte», sostiene anche Angelo Sturni.

 

Gli impegni

Tredici cartelle divise in 10 paragrafi: lo stato del Paese a un anno dalla pandemia; le priorità per ripartire; oltre la pandemia; parità di genere; il Mezzogiorno; gli investimenti pubblici; Next Generation Eu; obiettivi stragici; le riforme; i rapporti internazionali: questi i principali obiettivi dell'agenda Draghi. Particolare apprezzamento è arrivato anche nei confronti dei temi ambientali - da alcuni considerati come una vittoria politica del M5S - sulla transizione digitale e soprattutto nei confronti della parità di genere. Su cui ci si aspetta, adesso, un impegno concreto: «Gli impegni del presidente Mario Draghi sull’occupazione femminile scrivono in una nota le associazioni, le reti e i movimenti riuniti in "Donne per la Salvezza" - sul superamento delle diseguaglianze salariali, sulle infrastrutture sociali e sul sostegno alle ragazze nell’accesso alle discipline Stem sono una chiara presa di posizione che incoraggia le donne italiane alla speranza, così le associazioni riunite in "Donne per la Salvezza".

 

 

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Nella nota si legge anche che «per la prima volta, nel discorso di un premier, la parità è stata nominata come questione essenziale di uguaglianza, benessere, diritti e inviolabilità che riguarda la metà del Paese, concretamente sostenuta da dati sull’enorme gap da recuperare. In questo contesto, il riferimento al "farisaico rispetto delle quote rosa" porta con sé un punto interrogativo: vedremo dai fatti, e in particolare dalla stesura del Recovery Plan, se un governo a bassa partecipazione femminile, riuscirà a fare il bene delle donne. Accogliamo per ora l’appello all’unità, anche noi pensiamo come il Presidente che in questo momento "non sia un'opzione ma un dovere guidato dall’amore per l’Italia. Le Associazioni riunite nel progetto Donne per la Salvezza" nei prossimi giorni chiederanno un incontro al Presidente Draghi e a tutti i ministri interessati per avviare un confronto sulle proposte concrete elaborate in questi mesi", conclude la nota.

Ultimo aggiornamento: 14:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA