Draghi, oggi al Senato per la fiducia. Da Recovery a riforme, le priorità

Draghi, oggi al Senato per la fiducia. Da Recovery a riforme, le priorità
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Mercoledì 17 Febbraio 2021, 10:49

(Teleborsa) - Dopo il Giuramento lo scorso sabato, il Governo Draghi è atteso oggi, mercoledì 17 febbraio, alla prova del Senato dove il Premier terrà le sue dichiarazioni programmatiche alle 10. Il voto di fiducia, invece, è atteso in Aula attorno alle 22.

Coesione sociale e della politica. Rigore contro le nuove varianti del Covid. Necessità di procedere a passo ancora più spedito nel piano vaccini: il Presidente del Consiglio Draghi prepara il suo esordio in Parlamento. Il suo discorso non sarà lungo - una ventina di minuti circa - e sarà in gran parte incentrato sulle emergenze e le priorità del Paese. Il Covid, innanzitutto. Ma anche il Recovery Plan con la sua forte impronta ambientalista e le tre grandi riforme da mettere in campo: quella del fisco, quella digitale, quella della giustizia civile.

Intanto, la sua larghissima maggioranza è già solcata dalle tensioni. A poco sembra essere servito l'invito al silenzio rivolto in Cdm dal presidente del Consiglio mirava proprio a sminare possibili polemiche prima del voto di fiducia. E' già botta e risposta tra il segretario della Lega Matteo Salvini e il leader del Pd Nicola Zingaretti, che ieri si sono, tra l'altro, incontrati alla Camera.

"Euro è irreversibile? C'è solo la morte che è irreversibile", dice il numero uno della Lega a L'aria che tira. "L'euro e l'Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell'Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo", replica via twitter Nicola Zingaretti.

Il vertice tra i due doveva restare segreto ma il Fatto Quotidiano ha immortalato entrambi i leader all'uscita e Salvini non nega: "Abbiamo parlato di lavoro, del prossimo blocco dei licenziamenti, bisognerà parlare con le parti sociali".

Poco dopo arriva anche la conferma del Segretario PD: "Ho visto Salvini ieri per la prima volta nella mia vita. L'ho incontrato innanzitutto perché è giusto dare un segnale di serietà. Penso sia giusto che i partiti debbano collaborare ma non è pensabile che i partiti politici si possano annullare nelle prossime settimane: noi rimaniamo alternativi alla Lega, ma siamo chiamati in questo momento storico a trovare i punti sui quali si deve collaborare. Io almeno dico, mai più una guerriglia quotidiana. Anche in queste ore si dovrebbe evitare di dire cose come quelle sull'Euro, non solo perché sono profondamente sbagliate", dice Zingaretti, a Cartabianca che prova a uscire dall'imbarazzo.

È un governo migliore del precedente? "È molto diverso e non nascondo che noi avevamo chiesto e, posso dirlo, avremmo preferito una maggioranza politicamente più omogenea che forse avrebbe creato meno problemi. Quindi ci affidiamo ora alla personalità di Draghi".

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