Sciopero di Cgil e Uil il 16 dicembre contro la Manovra. Cisl non aderisce. Ira Draghi. Tutti i nodi dal superbonus al reddito

Sciopero di Cgil e Uil il 16 dicembre contro la Manovra. Cisl non aderisce. Ira Draghi. Tutti i nodi dal superbonus al reddito
di Alberto Gentili
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Lunedì 6 Dicembre 2021, 19:58 - Ultimo aggiornamento: 23:02

Uno sciopero generale di 8 ore con manifestazione nazionale a Roma è stato proclamato da Cgil e Uil. Le due sigle sindacali considerano «insoddisfacente» la manovra e hanno deciso di proclamare l'astensione per la giornata di giovedì 16 dicembre. Durissima la reazione di Mario Draghi che trapela da palazzo Chigi, dove si parla di  uno sciopero «ingiustificato e immotivato». «Non c’è governo che abbia fatto di più per i lavoratori, le famiglie e i pensionati negli ultimi 9-10 mesi», fanno sapere dall'entourage del premier, ricordando le misure messe in campo a sostegno delle fasce debioli. 

Non è vero, è il ragionamento che si fa a Palazzo Chigi, che chi ha meno ha avuto meno, e i numeri lo dimostrano. Si è scelto di varare una manovra fortemente espansiva, si osserva ancora, proprio per accompaganre il Paese fuori dalla drammatica emergenza Covid, fronteggiando le molte situazioni di disagio e di potenziale impoverimento conseguente alla crisi. 

I sindacati, però, tengono il punto e si preparano alla mobilitazione. «Venerdì scorso, la Cgil, e questa sera, la Uil - si legge in una nota - hanno riunito i propri singoli organismi statutari per una valutazione sulla manovra economica varata dal Governo. Pur apprezzando lo sforzo e l'impegno del Premier Draghi e del suo Esecutivo, la manovra è stata considerata insoddisfacente da entrambe le Organizzazioni sindacali, in particolare sul fronte del fisco, delle pensioni, della scuola, delle politiche industriali e del contrasto alle delocalizzazioni, del contrasto alla precarietà del lavoro soprattutto dei giovani e delle donne, della non autosufficienza, tanto più alla luce delle risorse, disponibili in questa fase, che avrebbero consentito una più efficace redistribuzione della ricchezza, per ridurre le diseguaglianze e per generare uno sviluppo equilibrato e strutturale e un'occupazione stabile». «Pertanto, avendo ricevuto dai propri rispettivi organismi il mandato pieno a dare continuità alla mobilitazione, si legge, le Segreterie confederali nazionali di Cgil e Uil hanno proclamato lo sciopero generale di 8 ore per il prossimo 16 dicembre, con manifestazione nazionale a Roma e con il contemporaneo svolgimento di analoghe e interconnesse iniziative interregionali in altre 4 città». I segretari generali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri, interverranno dalla manifestazione di Roma, che si svolgerà a Piazza del Popolo.

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Tutti i nodi della manovra

Superbonus, bollette, Irpef, cartelle, pensioni, reddito di cittadinanza e non solo. Governo e maggioranza stanno cercando un punto d'incontro tra le tante richieste di modifica alle legge di bilancio, che alcune volte vanno anche in direzioni opposte, e la realtà fatta delle limitate risorse a disposizione. Gli incontri che l'esecutivo sta portando avanti da settimane, con partiti della maggioranza e parti sociali, mirano proprio a stilare una lista di emendamenti concordata, da portare in commissione Bilancio al Senato. Rispetto alla valanga di proposte di modifiche presentate (6.300) il governo ha subito messo in chiaro che l'esame si sarebbe concentrato su un massimo di 500 emendamenti, che in tutto dovrebbero costare 600 milioni. Troppo pochi per fare tutto quello che chiedono i partiti. Per giorni la discussione si è concentrata sul taglio delle tasse, con 8 miliardi messi in campo che, nella versione presentata dal governo, si dividono in 7 miliardi per il taglio dell'Irpef e un miliardo per quello dell'Irap. E nonostante il presidente del Consiglio, Mario Draghi, avesse annunciato fin dall'inizio l'intenzione di intervenire sulle aliquote delle fasce di reddito medio, sono state diverse le richieste di cambiare la destinazione d'uso, puntando sui ceti bassi, sui lavoratori e pensionati, sulle imprese, a seconda dell'interessato. Gli interventi sull'Irpef si sono incrociati con il caro bollette, quando Draghi ha proposto di congelare il taglio dell'Imposta sulle persone fisiche per i redditi più alti e utilizzare i risparmi per ridurre i costi delle bollette. Sfumata l'idea, resta però la richiesta di trovare ulteriori risorse per calmierare i rincari previsti, accompagnata da soluzioni che chiamano in ballo altre misure, come il reddito di cittadinanza.

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Poi c'è il superbonus del 110%, con il tetto isee a 25.000 euro che non piace a nessuno (o quasi), anche se il governo ha cercato di spiegare a più riprese che una misure dal genere è troppo costosa e quindi bisogna inserire dei paletti. E si cerca una soluzione per le pensioni, con quota 100 che è giunta al termine dei 3 anni di validità, e la proposta di quota 102 che è stata bocciata da quasi tutti. Nella lunga lista dei regali per Natale non può mancare la questione delle cartelle fiscali, che dopo il congelamento legato al covid, sono ripartite anche se è forte il pressing per ottenere un'ulteriore proroga (oltre a quella del 9 dicembre, stabilita con il decreto legge fiscale). Sul reddito di cittadinanza si è aperto uno scontro che vede il Movimento 5 stelle da una parte, che difende la sua creatura, e la Lega dalla parte opposta che vorrebbe cancellare il sostegno e utilizzare tutte le risorse per altri interventi. Il confronto sta erodendo i tempi per l'esame parlamentare, con il Senato che ha ricevuto il ddl bilancio l'11 novembre, ha assegnato il provvedimento in commissione Bilancio il 16 ma ancora non ha iniziato l'esame. Osservando il calendario, che prevede l'arrivo in aula al Senato il 19 dicembre e dopo due giorni in aula alla Camera, e considerando che il termine ultimo per il via libera definitivo e quello del 31 dicembre, si prospetta un lavoro parlamentare concentrato in una manciata di giorni.

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