LUIGI DI MAIO

Governo, altri 5 grillini decisi ad andarsene. Linea dura Di Maio: «Pronto a cacciarli io»

Mercoledì 9 Ottobre 2019 di Simone Canettieri

Regna il caos tra i grillini. «Ma questo non può essere il Movimento anarchico a 5Stelle!», sbattono i pugni sul tavolo gli uomini più vicini a Luigi Di Maio. Ma ogni giorno vedere aumentare le pene. E così anche nel d-day del taglio dei parlamentari spuntano dieci assenti: cinque in missione (dunque giustificati) e altrettanti che non votano (quindi non giustificati). Andrea Colletti, in dissenso, prende la parola per annunciare in Aula che si tira fuori: «Ero per il monocameralismo, la Costituzione è la mia stella cometa». Adesso, rischia di essere espulso, lo sa? «Io non me ne vado, facciano pure». Ma con le restituzioni, onorevole, com'è messo? «Ho tutto rendicontato, ma prima di far partire il bonifico ho chiesto gli estremi del conto dove dovrei versare: se non si fidano loro, non mi fido nemmeno io». Amen.

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Anche Sebastiano Cubeddu è in aula e non vota. E subito i sospetti si addensano pure su di lui. Se ne andrà? Si vuole far cacciare? Intanto, Davide Galantino saluta tutti e passa con Fratelli d'Italia: l'annuncio non è indolore. Perché a Montecitorio la notizia provoca un mezzo parapiglia. Gli ex colleghi gli danno del «venduto». Mezza rissa, travolto il deputato leghista Giuseppe Basini. Ancora un'altra voce: Roberto Rossini, che non vota il taglio dei parlamentari, viene dato in orbita Giorgia Meloni. Anche lui. Ma c'è davvero il clima scissione?

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IL CAOS
Al momento la modalità è quella della diaspora. In generale è una Babele. «Chi è contro voti di conseguenza, e si prenda le sue responsabilità sulle conseguenze sul governo», trapela dai vertici del M5S prima che si accendano le lucette verdi. Di Maio dopo la festa del Movimento a Napoli ha in mente di regolare una serie di conti interni: partiranno le espulsioni, si farà chiarezza. Il problema sono i fronti che si affastellano, per il leader. Dalila Nesci si autocandida in Calabria per impedire l'accordo con il Pd? L'ex ministro Barbara Lezzi le va in soccorso e tira fuori il caso di Giancarlo Cancelleri che da consigliere regionale in Sicilia è diventato viceministro ai Trasporti: «Dopo questa deroga - dice la pasionaria di Lecce - le regole non valgono più». Sempre più in disparte, ma con il dente avvelenatissimo, anche un'altra ex ministra: Giulia Grillo. «Non sarò a Napoli per la festa e dopo questa esperienza in parlamento finirà il mio impegno politico». Perché? «Ho perso le motivazioni».
Anche l'ex titolare della Salute ce l'ha con Di Maio. Si litiga dunque a vario titolo un po' ovunque. «Io ho sempre detto ciò che non andava, già quando facevo parte del direttorio», è lo sfogo in Transatlantico di Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze, con alcuni colleghi pentastellati. In questa balcanizzazione del Movimento non aiuta di certo l'elezione dei due capigruppo di Camera e Senato.
Le squadre in campo sono queste: Anna Macina, Francesco Silvestri e Raffaele Trano a Montecitorio; Danilo Toninelli, Gianluca Perilli, Marco Pellegrini e Stefano Lucidi a Palazzo Madama. Serve la maggioranza assoluta al primo voto, altrimenti si andrà a oltranza. E già si capisce che anche oggi sarà una giornata di passione. D'altronde, basta una scintilla. Ecco perché Di Maio è pronto alla festa di Napoli a far partire la fase due del movimento: da una parte la riorganizzazione, dall'altra la pulizia interna. I probiviri hanno esaminato tutte le controversie pendenti nell'ultimo anno: presto arriveranno i verdetti. «Colletti per esempio - ragionano i vertici del M5S - da regolamento va espulso». Ma in questa settimana si cercherà di non accendere gli animi. Sabato e domenica a Napoli c'è la festa del M5S (il 20% dei parlamentari non ha versato la quota di 1.500 euro per protesta) e tutti si aspettano parole di pace da Beppe Grillo: a Napoli c'è già una camera prenotata. Ma la sua presenza non è stata per ora confermata.
 

Ultimo aggiornamento: 21:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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