LUIGI DI MAIO

I pentastellati alle prese con il rebus crisi: «Avanti con Salvini, non ci sono alternative»

Giovedì 30 Maggio 2019 di Mario Ajello
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Luigi Di Maio è già salvo come capo politico M5S prima ancora che il voto on line dei grillini sia concluso. Perché si sa come vanno a finire le consultazioni su Rousseau (con un risultato predefinito). Quel che è più incerto è ciò che vuole fare il corpaccione dei parlamentari M5S. Anzi no: parlando con molti di loro, o cenando con alcuni di loro, compresi un paio di sottosegretari, a tavola i discorsi sono per lo più questi: «L'attuale governo è l’unico governo possibile».

E tutti si domandano tra una portata e l'altra in trattoria (zona Pantheon):
«Qual è oggi l’alternativa? Avremmo difficoltà a confrontarci con il centrosinistra, tantopiù con Forza Italia. Con Salvini invece lavoriamo bene, discutiamo, a volte ci scontriamo dialetticamente, ma alla fine portiamo a casa i risultati. Ed è stato bravo quando domenica scorsa ha dichiarato che squadra che vince non si cambia».

Insomma restare nel Palazzo, questa la vera frontiera nuova - ma anche vecchia - del grillismo. Dopo eventuali nuove elezioni, molti nel Palazzo - che significa anzitutto stipendio ma anche stare a Roma lontano da mogli rompiscatole e bambini invadenti - non tornerebbero. E quelli che hanno cominciato a pagare un mutuo, senza più lo stipendio da onorevole, ma al massimo una paghetta da co-co-co, non saprebbero come onorarlo. Insomma, via libera al comando di Salvini: ecco il neorealismo pentastellato.
Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 12:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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