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M5S, Grillo li caccia (quasi) tutti: tocca a Raggi e Appendino

Il fondatore conferma il limite dei due mandati: «È l’antibiotico della politica»

M5S, Grillo li caccia (quasi) tutti: tocca a Raggi e Appendino
di Francesco Malfetano
4 Minuti di Lettura
Domenica 24 Luglio 2022, 00:07 - Ultimo aggiornamento: 26 Luglio, 19:46

«Ho un cuore che pulsa… Altro che il cuore dei banchieri, io ho il cuore dei ragionieri». Dopo il silenzio delle ultime convulse settimane Beppe Grillo torna a parlare. E lo fa a modo suo con un breve video postato sul blog in cui - tra una battuta e un avvertimento - prova a lanciare il nuovo corso del Movimento 5 stelle. Uno slancio che è più che altro un ritorno al passato. Ai “Vaffa” e ai canotti usati per cavalcare le folle, a quella propulsione da “scoperchiatori” di scatolette di tonno che via via si è esaurita. Portando i cinquestelle, diventati maggioranza, a trasformarsi nel tanto odiato “sistema”.

E allora ecco che l’Elevato da un lato difende gli ultimi avamposti di ciò che fu il Movimento immaginato con Gianroberto Casaleggio come il limite al secondo mandato e, dall’altro, rispolvera chi quell’anima l’ha già incarnata, finendo però ai margini. Sulle barricate ci saranno con ogni probabilità le ex sindache Virginia Raggi (candidata a Ostia, dove ha ottenuto buoni risultati anche alle Comunali dello scorso anno) e Chiara Appendino (a Torino). Ma anche un rivoluzionario buono per tutte le stagioni come Alessandro Di Battista («Io non sono disposto a tutto pur di tornare in Parlamento» ha però precisato ieri) e, perché no, un comunicatore di razza come Rocco Casalino. 

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Restano un paio di però. Non solo sul cosa Giuseppe Conte possa davvero incarnare in questa stagione (nonostante un seggio a Roma dato per certo), ma anche sul come verranno integrate le truppe. Al netto degli uscenti ancora candidabili, l’idea di Grillo sarebbe quella di cercare nuove energie. Ma le “Parlamentarie”, che hanno portato in Aula tanti personaggi discutibili (come la corposa fronda No Vax), potrebbero non essere più lo strumento giusto. 

IL VINCOLO

In ogni caso il messaggio inviato dal patio della casa al mare, è un chiaro segnale di Grillo ai suoi: si apre la campagna elettorale del Movimento. «Se tutti sono contro di noi e ci trattano da appestati è perché siamo nel giusto, siamo l’antibiotico del sistema». E per farlo, appunto, marca il territorio, attraverso la sola regola aurea dei grillini non smantellata: il limite al secondo mandato. «Possiamo essere morti tra 15 giorni, non lo so. Ma so che questi nostri due mandati sono la luce nella tenebra, sono l’interpretazione della politica in un nuovo modo, come un servizio civile. Sia io che Casaleggio quando abbiamo fatto queste regole non l’abbiamo fatto per “l’esperienza”, per andare avanti, ma perché ci vuole una interpretazione della politica in un nuovo modo». È la parola fine sull’esperienza politica di molti dei volti più noti di oggi (dalla vicepresidente Paola Taverna ai ministri “governisti” Federico D’Incà e Fabiana Dadone, fino a Carlo Sibilia e Riccardo Fraccaro) e di ieri: come il presidente della Camera Roberto Fico, l’ex capo politico ad interim Vito Crimi e Roberta Lombardi, prima capogruppo alla Camera. Ma anche gli ex ministri Alfonso Bonafede e Danilo Toninelli. A restare fuori saranno in 49. La lista è lunga e lastricata di insoddisfatti. Anche perché dopo l’intervento di Grillo appare tramontata la possibilità di deroghe ad personam (il comico peraltro è il proprietario del simbolo M5S che va presentato entro il 21 agosto per consegnare le liste), ma non degli incarichi retribuiti nel partito. Tant’è che nelle chat già montano le polemiche perché, se il limite ai due mandati è stato mantenuto, non lo è stato il no al 2xmille, fondamentale anche a pagare il contratto da 300mila euro di consulenze allo stesso Grillo. 

GLI ATTACCHI

Infine l’Elevato non ha risparmiato attacchi a Luigi Di Maio che diventa «Gigino ‘a cartelletta», ed emblema dei cambiamenti necessari. «Tutti questi sconvolgimenti, queste defezioni, sparizioni nel nostro Movimento sono provocate da questa legge sui due mandati che è innaturale, che è contro l’animo umano... - dice Grillo - Gigino ‘a cartelletta’ adesso è di là che aspetta il momento di archiviarsi in qualche ministero della Nato, è gente che fa questo lavoro, entra in politica per diventare poi una cartelletta».

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