Lockdown, nel nuovo dpcm misure da lunedì. Salvini: irrispettoso lockdown a Pasqua. Ira Zingaretti

Lockdown, nel nuovo dpcm misure dal lunedì. Salvini: irrispettoso lockdown a Pasqua. Ira Zingaretti
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Giovedì 25 Febbraio 2021, 10:08 - Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 11:45

Sarà un marzo di restrizioni. Lo ha fatto capire la ministra per le Autonomie, Mariastella Gelmini, al vertice di oggi tra governo e Regioni convocato per fare il punto sul nuovo Dpcm la cui bozza è attesa per domani. Presente all'incontro, tenuto in videoconferenza, anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, da sempre fedele alla linea più rigorista. Alcuni governatori hanno chiesto di chiudere le scuole in attesa della completa vaccinazione degli insegnanti ma l'esecutivo su questo non cede. Le misure in arrivo varranno dal 6 marzo al 6 aprile, includendo anche Pasqua. Proprio sulla festività, che si preannuncia fortemente limitata dai divieti (probabile anche un proroga dello stop agli spostamenti per ora in scadenza il 27 marzo) è scontro nella maggioranza, con Salvini che parla di decisione «irrispettosa per gli italiani» e Zingaretti che replica accusando di leader della Lega di portare il Paese «fuori strada».

Al vertice con le Regioni c'erano anche il presidente dell'Associazione Comuni (Anci) Antonio Decaro e quello dell'Unione delle Province (Upi) Michele de Pascale. La situazione è seria: «c'è una crescita dei casi in Italia come in altri Paesi come la Francia per l'impatto delle varianti», avrebbe ribadito il ministro della Salute nel corso della riunione. È perciò necessario «non allentare le misure adesso».

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Misure in vigore il lunedì anziché la domenica

Dal governo, per adesso, arriva un no alla richiesta di rivedere i parametri che decisono le fasce di rischio. «Il sistema dei parametri si può affinare, ma probabilmente non con il decreto in arrivo, ci vorrà un tavolo tecnico. In ogni caso, per rendere più agevole la programmazione delle attività economiche, le chiusure non entreranno più in vigore di domenica ma di lunedì», ha spiegato Gelmini. «Per l'Esecutivo Draghi - ha sottolineato - è fondamentale il confronto costante con le Regioni e anticipare le decisioni, in modo da lasciare ai cittadini il tempo necessario per poter organizzare la propria vita»Sono naturalmente in costante contatto con Palazzo Chigi e contiamo di farvi avere, nella giornata di domani, con grande anticipo rispetto alla scadenza del 5 marzo, una prima bozza del Dpcm».

Il nodo scuole

Le Regioni avrebbero chiesto un parere del Comitato tecnico scientifico sull'apertura delle scuole alla luce della particolare situazione epidemiologica, legata alla diffusione delle varianti e in particolare della variante inglese. Dal governo è stata ribadita la volontà di mantenere le scuole aperte, considerate «una priorità».

«Il sistema a fasce verrà mantenuto. Finora è stato scongiurato un lockdown generalizzato e questo deve essere l'obiettivo principale anche per le prossime settimane e per i prossimi mesi», prosegue Gelmini. «State certamente notando un cambio di metodo. Ci siamo visti domenica e ci stiamo rivedendo oggi. Gli incontri saranno sempre più frequenti e costanti». Sul rinvio al lunedì dalla domenica dell'entrata in vigore delle ordinanze «questo avevano chiesto le Regioni, e lo avevo condiviso, questo abbiamo ottenuto. Così aiutiamo anche le attività economiche che non perderanno il weekend».

Riaprire i luoghi della cultura (ma non subito)

«Stiamo lavorando per una graduale riapertura dei luoghi di cultura - ha poi confermato Gelmini -. Il ministro Franceschini ha avviato un confronto con il Cts per far in modo che, superato il mese di marzo, si possano immaginare riaperture con misure di sicurezza adeguate. E' un percorso, non è un risultato ancora acquisito. Ma è un segnale che va nella giusta direzione».

Le reazioni delle Regioni

«Prosegue l'interlocuzione con il Governo. A fronte del documento presentato dalle Regioni la scorsa settimana, stamattina sono arrivate alcune prime risposte positive, ma su altri temi occorrono ulteriori riscontri. In particolare, occorre una decisa accelerazione sul piano vaccini, una revisione dei criteri per l'assegnazione delle fasce e una valutazione preventiva sull'impatto delle varianti», ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al termine del confronto.

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Pasqua "blindata", scontro nella maggioranza

Lo scontro più duro si consuma all'interno della maggioranza di governo. Il tema è la Pasqua, soggetta alle misure restrittive previste dal prossimo Dpcm. «Mi rifiuto di pensare ad altre settimane e altri mesi, addirittura di chiusura e di paura - ha attaccato Matteo Salvini - Se ci sono situazioni locali a rischio, si intervenga a livello locale. Però parlare già oggi di una Pasqua chiusi in casa non mi sembra rispettoso degli italiani». «La parola al buon senso - ha premesso - I sindaci di tutta Italia e di tutti i colori politici chiedono di riavviare alcune attività economiche, sociali, imprenditoriali che non comportano alcun rischio». 

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Dura la replica del segretario Pd Nicola Zingaretti«Vedo che, sulla pandemia, Salvini purtroppo continua a sbagliare e rischia di portare fuori strada l'Italia. Prima sono state le mascherine, che erano inutili, ora, cavalcando la stanchezza di tutti, si attaccano le regole per la Pasqua. Quello che è irrispettoso per gli italiani e gli imprenditori è mettere a rischio le loro vite e prolungare all'infinito la pandemia e quindi la possibilità di avere la ripresa economica. Buon senso e coerenza è avere una linea indicata dal Governo e rispettarla. Così si sta in una maggioranza e si danno certezze alle persone. I problemi si risolvono, non si cavalcano».

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