GIUSEPPE CONTE

Prescrizione, la maggioranza rischia: scontro Bonafede-Pd. Ira Di Maio contro i dem: «Nazareno 2.0»

Martedì 3 Dicembre 2019
Prescrizione, la maggioranza rischia: scontro Bonafede-Pd. I dem: pronti a nostra proposta

La maggioranza viaggia ormai in ordine sparso sulla riforma della prescrizione che dal primo gennaio sarà bloccata dopo il primo grado di giudizio. E oggi ha rischiato di andare sotto sulla richiesta di procedura di urgenza della pdl Costa (Fi) che chiede il rinvio dell'entrata in vigore della riforma. Italia Viva, che era a favore della richiesta di opposizione, alla fine, anche dopo un incontro con il premier Giuseppe Conte, si è astenuta altrimenti i suoi 25 voti avrebbero fatto finire in parità il voto, 244 sì e 244 no, se non peggio.

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Esulta M5s che ormai vede ad un passo l'entrata in vigore della nuova prescrizione mentre il Pd tenta l'ultimo pressing contro una riforma «incostituzionale»: o la maggioranza trova una quadra o, annuncia, «presenteremo entro fine anno una proposta di legge autonoma». Il ministro Alfonso Bonafede, a quanto trapela da fonti di via Arenula, legge in positivo il voto del Pd contrario alla proposta di Costa: «Può essere un buon momento per chiudere finalmente sulla riforma del processo penale».

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Ma all'ultimatum dei Dem risponde a muso duro: se presentassero una proposta in Parlamento per introdurre la cosiddetta prescrizione processuale, con garanzia di durata dei diversi gradi di giudizio, si farebbe un enorme passo indietro, mentre si è «a pochi passi da una svolta». Il nodo è tutto qui. Nicola Zingaretti ritiene «inaccettabile» che la riforma entri in vigore «senza garanzie sulle durate dei processi». E lancia il suo ultimatum: o nei prossimi giorni la maggioranza trova un accordo o il Pd «presenterà una sua proposta di legge» (che comunque non impedirebbe alla nuova prescrizione di entrare in vigore, visti i tempi parlamentari). Il M5s respinge la proposta Dem e, con la sponda di Conte, difende la sua legge.

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Ma una riunione di maggioranza potrebbe tenersi nei prossimi giorni per cercare in extremis un'intesa. Anche per questo, nonostante la forte contrarietà - Walter Verini in Aula ha definito la riforma «incostituzionale» - oggi il Pd ha evitato di votare con l'opposizione. In Aula si votava la richiesta di Fi sulla procedura di urgenza per la proposta di legge di Enrico Costa contro il blocco della prescrizione. Il Pd, dopo un'assemblea mattutina, ha deciso di votare no alla richiesta forzista perché «strumentale».

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Iv, invece, ha scelto di astenersi «per non mettere in difficoltà - ha spiegato Maria Elena Boschi - la maggioranza, nonostante in tutte le sedi sia stata ribadita la necessità di fermare l'entrata in vigore di quella che potrebbe rivelarsi una ferita democratica». La richiesta è stata bocciata dall'Aula con 269 no, 219 sì e due astenuti. L'astensione dei 25 deputati di Iv ha evitato che finisca in parità con il rischio che un solo voto in più a favore avrebbe fatto implodere una già vacillante maggioranza.

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Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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