Giorgia Meloni: «Dopo il voto nuova maggioranza. Noi a difesa del sud»

Domenica 19 Maggio 2019 di Adolfo Pappalardo
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Chiude a qualsiasi ipotesi di alleanza con Forza Italia per aprire a Salvini. «L'unica alternativa possibile, e lo vedremo dopo il voto Ue, è una maggioranza Fdi-Lega. Mai con chi si allea con il Pd come in Sicilia. Dalle amministrative all'Europa troppe cose ci dividono da Fi», dice Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, a Silvio Berlusconi che prospettava, ieri, un centrodestra unito in caso cada il governo. E sulla manifestazione nazionale di oggi a Napoli che chiude la campagna al Mezzogiorno aggiunge: «Ci rivolgiamo ad una città che vive una situazione allarmante: ci vorrebbero leggi speciali».

Onorevole Meloni, il suo partito sceglie la piazza di Napoli in un momento delicato per la città.
«Abbiamo aperto la campagna elettorale con la conferenza programmatica di Torino e si chiude qui per dare un forte segnale di unità nazionale in un momento in cui il Paese appare spaccato. Vogliamo però rappresentare il Mezzogiorno che chiede lavoro e non il reddito di cittadinanza e chi vuole dichiarare guerra alla camorra. Guerra vera da affrontare anche con leggi speciali che noi appoggeremo sempre».
 

Il ferimento di una bambina di tre anni due settimane fa e un raid di camorra in un ospedale: la situazione è allarmante.
«Lo è. Per questo chiederemo esercito e leggi speciali ad hoc».

Del tipo?
«Anzitutto pene più dure e chi viene condannato in galera ci rimanga davvero. E, sicuramente, occorre una massiccia e costante presenza dell'Esercito e non solo operazioni spot a termine».

Salvini ha indetto la manifestazione a Milano con i leader sovranisti: lei non c'era.
«Anche in Europa stiamo in due famiglie diverse. Io lavoro per un'alleanza che dal Ppe si deve spostare a destra passando per Salvini-Le Pen sino al gruppo di noi conservatori: perché senza di noi credo sia difficile una maggioranza. Ma se lui lasciasse il Ppe, la sua famiglia naturale è la nostra».

Visioni diverse. Anche sulla permanenza di Orban nel Ppe.
«Se rimane lì può essere utile per creare l'unica alleanza che le dicevo».

Berlusconi è convinto che in caso di crisi di governo c'è una maggioranza di centrodestra con lei e Salvini.
«L'unica alternativa possibile è una maggioranza Fdi e Lega come c'è già in molte regioni. Anche perché, per quanto mi riguarda, ci sono molte, troppe, cose che ci dividono da Forza Italia. A cominciare dall'Europa ma, soprattutto, Forza Italia continua ad ammiccare al Pd con cui è andata anche al voto assieme in Sicilia contro Fdi e la Lega. Senza contare l'ipotesi Draghi appena prospettata».

Non è d'accordo?
«Affatto. I voti di Fratelli d'Italia per un altro governo Monti non ci saranno mai. Guardi che noi siamo pronti a governare in Europa ed a costruire una maggioranza in Italia. Ma serve il voto alle Europee per il nostro partito: perché con la preferenza a Lega e 5 Stelle si rafforza il governo mentre a Pd e Fi è per l'opposizione. Ma solo votando noi si cambia l'equilibrio».

Lei insiste con la Lega ma molte cose vi dividono più che unire.
«Differenze ci sono su alcuni contenuti, sulle riforme istituzionali e sull'autonomia differenziata ma un governo composto da noi e Lega sarebbe una sintesi ideale perché portiamo avanti battaglie simili».

Per ora però Salvini è al governo con i grillini.
«Io sono fiera della mia destra che non ha fatto patti al ribasso, che non si è mischiata con nessuno. Abbiamo preferito privilegiare il tenere la barra dritta senza rincorrere promesse impossibili da mantenere. E saremo la sorpresa di queste elezioni».

Quando parla di promesse impossibili si riferisce a reddito di cittadinanza e flat Tax?
«Io lo dissi a Salvini che non poteva fare politiche di destra con i grillini di sinistra».
 

Ultimo aggiornamento: 12:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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