Dpcm e spostamenti, cosa si potrà fare nei prossimi 5 giorni: chiusure nelle regioni in base all'Rt

Cosa si potrà fare nei prossimi 5 giorni: spostamenti e chiusure nelle regioni in base all'Rt
di Cristiana Mangani
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Domenica 10 Gennaio 2021, 09:13 - Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 10:24

Quella di ieri è stata ancora una giornata in zona arancione, così come previsto dal decreto in vigore fino al 15 di gennaio, quindi con negozi chiusi, divieto di spostamento tra regioni, bar e ristoranti chiusi, con la sola possibilità dell'asporto o della consegna a domicilio. Da oggi, e per altri cinque giorni qualcosa cambierà: i ristoranti e i bar riapriranno fino alle 18 soltanto in zona gialla, mentre rimarranno chiusi nel weekend così come è stato per tutte le festività. Sempre da domani si abbasseranno le soglie per entrare in zona arancione o rossa, con almeno già sette-otto regioni a rischio.

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Rimarrà il coprifuoco dalle 22 alle 5 e rimarrà l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso. Vietati gli assembramenti e le feste sia nei locali pubblici, sia nei luoghi privati. Fino al 15 gennaio nelle regioni che si trovano in zona rossa sarà consentito lo spostamento, ma solo in ambito comunale, verso una sola abitazione privata una volta al giorno, nell’arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle conviventi. Le due persone possono essere accompagnate dai minori di 14 anni sui quali esercitano la potestà genitoriale e dalle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Per i comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti lo spostamento è consentito anche per una distanza non superiore a 30 chilometri dai confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

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ll decreto prevede dunque il divieto di mobilità tra le regioni fino al 15 gennaio, fatti salvi gli spostamenti per
comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. La vera novità è però legata all'articolo 2 del decreto che disciplina i nuovi parametri. In sostanza il governo ha abbassato le soglie che fanno scattare la zona arancione o rossa: se una regione è in “scenario 2” - dunque con un Rt da 1 a 1,25 - diventa arancione; se è in uno “scenario 3” con Rt da 1,25 a 1,50 va invece in rosso. Misure che si applicano, dice il decreto, a una o più regioni «nel cui territorio si manifesta un'incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti». Un passaggio quest'ultimo, sottolineano fonti di governo, introdotto per evitare che regioni con una circolazione virale bassa possano invece finire in arancione a causa di singolo episodio di
aumento dell'Rt. Il nuovo sistema delle fasce scatterà da domani e chiaramente le aperture o chiusure saranno condizionate dal colore. Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto saranno già in fascia arancione. Il monitoraggio indica 12 regioni e province autonome a rischio alto e 8 a rischio moderato, con 13 regioni che hanno un tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva e nelle aree mediche sopra la soglia critica. La settimana prossima dunque, se i dati peggioreranno come si aspettano gli esperti, altri territori passeranno in zona arancione o rossa. L'epidemia, dicono gli esperti, è «in una fase delicata che sembra preludere un nuovo rapido aumento di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite e implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti».

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Discorso a parte per la scuola: il dpcm in vigore prevedeva il ritorno in presenza per i ragazzi delle superiori dal 7 ma già il governo aveva posticipato a domani e diverse regioni hanno rinviato ulteriormente la scadenza, chi al 18 gennaio chi al 25 e chi al 1 febbraio. Non è affatto escluso, dunque, che l'esecutivo decida di intervenire nel nuovo dpcm e posticipare il ritorno in classe almeno al 1 febbraio, per evitare che ogni regione vada in ordine sparso.

Saranno comunque, aperti supermercati, farmacie, edicole e tabaccai ma anche i negozi al dettaglio. Si potrà andare dal parrucchiere. Ci si potrà muovere liberamente all’interno del Comune di residenza tra le 5 e le 22. Sempre e solo all’aperto si potrà fare attività motoria e attività sportiva individuale. Sarà sempre consentito fare ritorno alla propria residenza. Dovrebbero, invece, rimanere ancora chiuse palestre e piscine. L'ipotesi su questo fronte è di legare aperture e chiusure al sistema delle fasce, con la possibilità di consentire gli allenamenti nelle regioni gialle, anche se prima dovrà esprimersi il Cts.

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