2 giugno, Mattarella: «Come 75 anni fa è tempo di costruire il futuro». E cita De Gregori: «La Storia siamo noi»

Mattarella: «Due giugno, come allora è tempo di costruire futuro»
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Mercoledì 2 Giugno 2021, 19:37 - Ultimo aggiornamento: 3 Giugno, 09:19

ÈIl presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto il proprio discorso in occasione dell'anniversario della nascita della Repubblica italiana. «Sono passati settantacinque anni da quando, con il voto nel referendum del 2 giugno 1946, gli italiani, scegliendo la Repubblica, cominciarono a costruire una nuova storia. Anche oggi siamo a un tornante del nostro cammino dopo le due grandi crisi globali, quella economico finanziaria e quella provocata dalla pandemia. Come lo fu allora, questo è tempo di costruire il futuro», ha detto il presidente.

 

E ancora. «Con la scelta repubblicana, si apriva una storia di libertà, dopo il ventennio della dittatura fascista. Storia di democrazia. Storia di pace, dopo la tragedia, i lutti e le devastazioni della guerra e dell'occupazione nazista. La nuova stagione era stata preparata negli anni più bui, dalle donne e dagli uomini che avevano avuto il coraggio di resistere e di lottare. E che avevano iniziato, nello stesso tempo, a pensare come dar forma all'Italia libera. Da dove ricominciare, per rimettere in piedi un Paese dilaniato, ferito, isolato agli occhi della comunità internazionale. Non fu un inizio facile, settantacinque anni fa. L'Italia era divisa: la Repubblica aveva prevalso per due milioni di voti, ma il risultato non era stato omogeneo e, in un Paese in ginocchio, c'era il rischio di una spaccatura tra il Mezzogiorno e il Settentrione. Fu proprio la scelta repubblicana il presupposto che rese possibile radicare, nel sentimento profondo del popolo, le ragioni di una unità e di una coesione più forti, favorendo il dispiegarsi di nuove energie, di nuovi protagonisti della vita pubblica. Questa vitalità animò e sostenne la straordinaria stagione costituente, capace di cogliere e interpretare le speranze, le attese, le aspirazioni degli italiani», detto Mattarella.

LA CITAZIONE DI GREGORI

Il presidente della Repubblica cita poi Francesco De Gregori e una sua celebre canzone, 'La storia siamo noi' nel suo discorso per la festa del 2 giugno. Parlando della Repubblica il capo dello Stato ha detto: «È la storia del formarsi e del crescere di una comunità. Un bel brano di De Gregori dice 'la storia siamo noì, 'nessuno si senta esclusò».

«La democrazia è qualcosa di più di un insieme di regole: è un continuo processo in cui si cerca la composizione possibile delle aspirazioni e dei propositi, nella consapevolezza della centralità delle persone, più importanti degli interessi. In questo cammino un ruolo fondamentale lo giocano i partiti, le forze sociali, i soggetti della società civile.A volte le istituzioni possono sembrare fragili, esposte a sfide inedite». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella in occasione del 2 giugno.

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«Nei cinquantacinque giorni dopo l'eccidio di via Fani e il rapimento di Aldo Moro la Repubblica visse il suo momento più difficile. La risposta degli apparati dello Stato per molti aspetti apparve incerta di fronte all'attacco terroristico. A salvare la democrazia in quel passaggio drammatico, stringendosi intorno alle istituzioni democratiche, fu prima di tutto la straordinaria mobilitazione popolare. Il no alla violenza netto, forte, determinato dei partiti, dei sindacati. Le piazze piene di persone di ogni età e di differente orientamento culturale e politico. Il coraggio di chi, come l'operaio e sindacalista Guido Rossa, scelse di denunciare i terroristi e per questo pagò con la vita. Il senso del dovere di magistrati e forze di polizia. Una risposta di popolo che spazzò via le ambiguità di chi teorizzava assurde e intollerabili equidistanze tra lo Stato e i terroristi. Il terrorismo è stato sconfitto e lo Stato ha prevalso con gli strumenti del diritto. Anche per questo possiamo dire: la Repubblica è libertà e democrazia».

LA PARITÀ UOMO-DONNA

«Non siamo ancora al traguardo di una piena parità. Soprattutto riguardo alla condizione delle donne nel mondo del lavoro, al loro numero, al trattamento economico, alle prospettive di carriera, alla tutela della maternità, alla conciliazione dei tempi. Permangono disparità mentre cresce l'inaccettabile violenza contro di loro». A dirlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel suo discorso per la festa della Repubblica.

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