Patty Pravo e la malattia: «Per giorni stesa sul letto senza toccare cibo»

«Non dormivo più, i farmaci erano come acqua, le notti interminabili, a fissare il soffitto credendo di impazzire»

Patty Pravo parla della sua malattia: «Per giorni stesa sul letto senza toccare cibo»
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Domenica 20 Febbraio 2022, 19:10

Una diva da 110 milioni di dischi venduti ma anche una donna fragile, che ha sofferto per anni gli effetti del "male" peggiore e più diffuso dei nostri tempi: la depressione.

Patty Pravo ha confessato i dettagli della sua malattia in una lunga intervista a Gente, raccontando gli anni bui della sua vita: «Non dormivo più, i farmaci erano come acqua, le notti interminabili, a fissare il soffitto credendo di impazzire. La sera salivo sul palco divorata dalla stanchezza e dall’ansia. Allora mi sono chiusa in camera, al buio, i telefoni spenti. Ho passato giorni interi stesa a letto, senza pensare né parlare, senza riuscire a piangere o a toccare cibo».

In quei momenti, le sue condizioni di salute sono peggiorate così tanto da non permettergli più di salire sul palco, costringendola ad annullare una serie di concerti. In quell’occasione l’ufficio stampa della Pravo glissò l’argomento avvisando i fan che la cantante «preferisce lasciare per amore e rispetto della musica e del pubblico».

 

«Partire per l'Africa con Gino Strada mi ha salvato»

«Mi si è chiusa la gola, non riuscivo più a respirare. Non capivo niente, ero in uno stato di totale incoscienza. Ricordo che mi sono detta: “Basta, è finita". Ho creduto di morire» racconta ancora. Poi però qualcosa le è scattato dentro, e quasi miracolosamente è riuscita a salvarsi: «Mi sono alzata, ho aperto la porta della camera e mi sono infilata in cucina. Nella dispensa c’erano solo un cartone di latte e dei Pavesini, ho iniziato a mangiare e sono tornata a vivere». A farla uscire definitivamente dal tunnel è stato un viaggio di volontariato in Africa al fianco di Gino Strada: «Aiutare sul campo chi sta peggio di noi. Dopo aver ricevuto tanto, credo sia giunto il momento di dare. Ai bambini soprattutto».

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