Emma Marrone, dalla malattia alla morte del padre: «Io fuori tempo, vi racconto tutti i miei difetti»

La cantante pugliese si racconta nel documentario su Prime Video “Sbagliata-Ascendente Leone”

Emma Marrone, dalla malattia alla morte del padre: «Io fuori tempo, vi racconto tutti i miei difetti»
di Marina Cappa
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Martedì 29 Novembre 2022, 06:41 - Ultimo aggiornamento: 06:45

Coraggiosa. Autentica. Fedele. E Sbagliata, come ha scelto di intitolare il documentario sul dietro le quinte dei suoi ultimi due anni e mezzo, da oggi su Prime Video. «È la rivincita di tutte le persone sbagliate, di chi come me spesso ha disagi ma è bravo a mascherarli. Invece è bello essere sbagliati, imperfetti, fuori tempo, come mi sento io», spiega Emma Marrone. In quest'ultimo periodo dei suoi 38 anni le sono successe molte cose che si vedono nel film. La peggiore è stata la morte di papà Rosario, che le fa inumidire gli occhi dalla commozione e le fa dire: «Non rompete i c...ni a Cappato», che si impegna per alleviare inutili sofferenze. Adesso però «sento di dover riemergere: è come se la mia vita fosse iniziata da zero, e io devo proteggere mia mamma, la mia famiglia».
LA STRADA
C'è stata anche la lunga strada della malattia, ripresentatasi per la terza volta nel 2019, ma per fortuna «ho potuto congelare il tessuto ovarico, il problema è che molte donne non lo sanno e così non potranno più diventare madri. Non è egoismo, non siamo streghe eretiche: decidere di avere un figlio in una condizione del genere è un atto d'amore, non è giusto impedirlo. Il nostro è un Paese bigotto, ancora mettiamo in dubbio la questione dell'aborto, figuriamoci fare i figli con la scienza».

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Accanto ai dolori ci sono però le soddisfazioni. Come cantare a Imola davanti a Vasco, senza ricevere addosso quelle «buste con la pipì che temevo mi lanciassero i suoi fan». Come esibirsi per tutte le donne di Una. Nessuna. Centomila. Fare il giudice a X Factor o andare - «per esaudire un desiderio di papà» - l'anno scorso a Sanremo, dove aveva vinto nel 2012, e dove nel 2023 non tornerà perché non ha niente da promuovere «e a quello serve il Festival, a vendere biglietti e dischi».
L'ALBUM

Al nuovo album però, e lo si vede nel documentario, sta lavorando. Si ascolterà una nuova Emma: «Canto in maniera diversa, ho preso altre sfumature, devo persino combattere per far uscire la voce rauca, mentre mi vengono fuori i falsetti e sembro un usignolo».
Il momento animale si presta ad altre considerazioni. Nata sotto il segno dei Gemelli, Emma al documentario diretto dal duo Bendo (e al brano omonimo, da oggi disponibile in streaming e digitale) dà il sottotitolo Ascendente Leone. Significa che si sente dentro la grinta e la generosità del re della foresta? «Ma no! L'ho scelto perché suonava bene, io di oroscopi non so nulla. E poi il mio animale preferito è il pinguino: fedele, mammo come dovrebbero imparare a essere gli uomini».

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LA CUCINA
A proposito di uomini... «Morte civile». Emma però oltre a essere una brava cantante se la cava bene in cucina - «con il pesce soprattutto, e che nessuno si azzardi a pulirlo al mio posto» - e sul set dove, come si vede nel film, passa persino l'aspirapolvere. Ma l'amore non si presenta. «I miei amici dicono che fuori mi percepiscono come una che fa paura. Io comunque non mi accontento». Come non si accontenta di fare un mestiere solo. Accanto alla musica, ha il cinema e dopo aver lavorato con Gabriele Muccino a breve la vedremo nel film Il ritorno, presentato alla Festa di Roma: «Voglio continuare entrambe le strade, di cantante e attrice, non riesco a dire di no quando le cose mi fanno gola e posso mettermi in gioco. La vita è una e io voglio fare tutto ciò che posso, tanto più dopo questo periodo nero». Una vera forza della natura. E se Sansone, quando gli furono tagliati i capelli, divenne fragile, Emma no: con un colpo di forbici ha eliminato la lunga treccia bionda (oggi ha un taglio corto e castano), e quei capelli li ha regalati a chi fa parrucche per le donne sottoposte a chemioterapia.

 

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