Emma Marrone: «In me ci sono tante donne. Mi sento libera di essere quello che voglio»

La cantante è la protagonista de Il Ritorno di Stefano Chiantini presentato alla Festa del Cinema di Roma

Emma Marrone: «In me ci sono tante donne. Mi sento libera di essere quello che voglio»
di Gloria Satta
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Martedì 18 Ottobre 2022, 07:51 - Ultimo aggiornamento: 18:45

Intensa e ultra-drammatica sullo schermo, un fiume in piena dal vivo. Il ciclone Emma, ancora una volta attrice e per la prima volta protagonista assoluta nel film di Stefano Chiantini Il ritorno applaudito ad Alice nella città, conquista la Festa di Roma con il suo carisma, la proverbiale sincerità senza filtri e il talento naturale: «Lavoro d'istinto e ho imparato tutto sulla strada, non ho mai potuto pagarmi scuole di recitazione né di musica. E quando ho letto la sceneggiatura de Il ritorno sono rimasta folgorata», racconta la cantante, 38 anni, baschetto nero e tacchi 12, «ho capito subito che sarebbe stato un film complicato perché mi avrebbe costretta a scendere nell'abisso del dolore, dell'abbandono, dell'angoscia di chi dalla vita non riceve una sola possibilità. Ma ho deciso di buttarmi e per tutto il tempo delle riprese ho scelto di devastare la mia immagine vestendomi, muovendomi, mangiando proprio come Teresa, il mio personaggio».

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GLI INDUMENTI
Emma, lanciata da Gabriele Muccino nel film Gli anni più belli, poi tra gli interpreti delle due stagioni della serie Sky A casa tutti bene, per girare Il ritorno ha dunque tagliato alla meglio i capelli: «E pensare che erano biondi, lunghi, da gran figa, pronti per Sanremo: ma io all'Ariston avrei portato la mia musica, non la faccia». Nel film ha anche indossato indumenti informi per trasformarsi in un personaggio di periferia «sputato fuori dalla vita», rifiutato tanto dalla famiglia quanto dalla società che le offre solo i lavori più ingrati e precari, come spostare i quarti di bue in un macello. Teresa è appena uscita di prigione dopo 10 anni per aver commesso un atto estremo a difesa del suo bambino e del compagno bravissimo a mettersi nei guai. Ma anziché ringraziarla, i suoi la respingono e a lei non resta che reinventarsi la vita, con le sue sole forze e un grande coraggio. «Mi sono immersa in questo personaggio che non mi somiglia affatto se non per quel 20 per cento di possibilità che anche a me sono state negate anche se erano meritate. In lei ho visto le tante donne costrette a soccombere in una società spesso poco inclusiva dal punto di vista etico, sociale, politico». Quando le chiedi se preferisce cantare o recitare, Emma risponde d'impeto: «Mi sento libera di essere quello che voglio. Svincolata dai preconcetti e dalle critiche, anche da parte mia dato che sono un giudice severissimo di me stessa. Sono iperattiva, devo impegnarmi senza sosta, ma cinema e musica sono due lavori distinti che mi permettono di fare pace con la mia personalità multipla: dentro di me abita un condominio di donne diverse che a volte litigano, altre prendono un caffè sul balcone. E l'arte mi consente di metterle tutte d'accordo». S'infervora: «Ma l'arte si paga proprio perché è un lavoro. Quando compro il biglietto del cinema o di un concerto mi sento una persona migliore». Il cinema si è finalmente accorto delle donne, dice ancora, «finalmente si vedono personaggi non subalterni o convenzionali. Se penso a una grande attrice mi viene in mente Anna Magnani, ma ammiro anche le nuove leve come Jasmine Trinca e Benedetta Porcaroli, davvero bravissima. Sono una donna che ama le donne, non rosico per il successo delle altre».

 


LE ANALOGIE
E scuote la Festa un film che presenta allarmanti analogie con il nostro presente: War - La guerra dimenticata di Gianni Zanasi con Edoardo Leo, Miriam Leone, Giuseppe Battiston, Stefano Fresi. Carriarmati in piazza del Popolo, bande di paramilitari in giro per Roma, cacciabombardieri in azione, panico: l'Europa è in guerra. È una visione distopica ma, alla luce dell'attualità, tragicamente profetica e, Dio non voglia, addirittura incombente? «Ho immaginato il film nel 2019, cioè tre anni prima che la Russia invadesse l'Ucraina», spiega Zanasi, 57, «non prevedo il futuro, ma è il futuro che sta andando indietro...». War è comunque una commedia romantica, surreale, con sfondo bellico. «Oggi stiamo assistendo all'orrore», aggiunge il regista, «succede quando in primo piano si mette l'istinto anziché la ragione».

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