Concorsi truccati alla Asl di Latina, via al processo a Moscardelli, Rainone ed Esposito

Concorsi truccati alla Asl di Latina, via al processo a Moscardelli, Rainone ed Esposito
di Elena Ganelli
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Giovedì 21 Ottobre 2021, 05:02 - Ultimo aggiornamento: 10:11

Prende il via questa mattina davanti al terzo collegio penale del Tribunale di Latina il processo a carico di Claudio Rainone, Claudio Moscardelli e Mario Graziano Esposito, tutti agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sui concorsi truccati alla Asl. Il processo, su richiesta del sostituto procuratore Valerio De Luca che ha condotto le indagini sul concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di 23 posti di collaboratore amministrativo professionale categoria D indetto in forma aggregata tra le Asl di Frosinone, Latina e Viterbo.

Secondo l'accusa Rainone, in qualità di presidente della Commissione, avrebbe rivelato ad alcuni concorrenti sei in tutto risultati poi vincitori e assunti dall'Azienda sanitaria - gli argomenti che sarebbero stati oggetto della prova orale con la complicità di Esposito il quale, come segretario della Commissione, avrebbe attestato falsamente la regolarità della procedura dei verbali della commissione. Per quanto riguarda l'ex segretario provinciale del Pd Moscardelli avrebbe segnalato due candidati al dirigente impegnandosi a far ottenere a Rainone la nomina di direttore amministrativo dell'Azienda sanitaria.


Nell'udienza odierna saranno depositate le richieste di costituzione di parte civile di tre soggetti. Innanzitutto la Asl che con una delibera firmata dal direttore generale Silvia Cavalli ha affidato l'incarico legale all'avvocato Alessandro Benedetti del foro di Roma per rappresentare l'azienda quale parte offesa esercitando l'azione per il risarcimento dei danni derivanti dai reati contestati agli imputati. Anche il Comune di Latina ha formalizzato la sua volontà di costituirsi parte civile affidando all'avvocato Cinzia Mentullo l'incarico di rappresentare l'amministrazione «considerato che si legge nella delibera - sono tutti, a vario titolo, imputati di reati rivolti contro il Comune di Latina e che le condotte come valorizzate nella citata richiesta della Procura, sempreché confermate, si palesano lesive sotto più profili degli interessi intestati all'amministrazione atteso che i reati contestati in varia misura incidono in maniera pregiudizievole tanto sulle posizioni giuridiche dell'Ente quale titolare della funzione, quanto sulla collettività, dei quali interessi l'amministrazione è soggetto esponenziale.

All'amministrazione sono riconosciuti rilevantissimi compiti in campo sanitario e rispetto a tali ambiti conclude la delibera - le condotte quali quelle per cui si procede risultano lesive delle ragioni del Comune posto che il corretto, regolare, trasparente, processo di selezione del personale di cui necessita la Asl di Latina è tra gli elementi decisivamente concorrenti rispetto al migliore conseguimento degli obiettivi dello stesso Comune quale soggetto attivo e responsabile in campo sanitario, sociale e sociosanitario; la vicenda per la quale si procede ha comportato un danno di immagine all'amministrazione alimentando la sfiducia dei cittadini verso la cosa pubblica e determinato un rallentamento nell'azione della Asl». Anche la Regione Lazio, come preannunciato dall'assessore alla sanità Alessio D'Amato, si costituirà parte civile.

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