Le sculacciate non sono educative, il Parlamento francese le vieta

Le sculacciate non sono educative, il Parlamento francese le vieta
di Francesca Pierantozzi
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Sabato 1 Dicembre 2018, 10:59

PARIGI La Francia sarà il 55esimo paese al mondo a vietare nel suo codice penale la sculacciata e il ceffone. L'Assemblée Nationale ha votato nella notte tra giovedì e venerdì una piccola frase che sarà inserita nell'articolo relativo al matrimonio, là dove si parla della cura dei figli: le mamme e i papà, sarà scolpito nel codice francese, «devono esercitare la loro autorità genitoriale senza violenza» ed è loro severamente vietato usare con i figli metodi quali «le violenze fisiche o psicologiche».
IL TESTO
Alla fine i deputati hanno deciso di lasciare comunque un margine di manovra ai genitori e hanno eliminato una parte del testo che vietava anche non meglio precisate «umiliazioni» e che avrebbe potuto rendere sospette anche le sgridate troppo violente o le punizioni particolarmente severe. La norma proposta dai centristi del Modem, approvata in prima lettura e che dovrà ora passare al vaglio del Senato non prevede in realtà sanzioni per i genitori cui sarà scappata la pazienza: né multe né carcere. Il testo ha «un valore pedagogico» e punta soprattutto, come ha spiegato la ministra della Sanità Agnès Buzin, a «mettere un termine definitivo alla possibilità per i giudici di riconoscere un diritto alla correzione' ereditato dal 19esimo secolo e che tra l'altro non figura in nessuna norma del codice penale».
I PRECEDENTI
La legge è stata approvata in un'Aula scarsamente affollata, con 51 voti a favore e uno solo contrario, quello di Emmanuelle Ménard, deputata di estrema destra, che ha denunciato un testo che «toglie ai genitori le loro prerogative» e che alla fine «prende i francesi per degli imbecilli». Il dibattito sulla legalità della sculacciata dura da tempo in Francia e nonostante si presti a svariate ironie, ha invece provocato spaccature e si è spesso trasformato in riflessione pubblica sol concetto di autorità e sul potere d'ingerenza dello Stato nella vita intima dei cittadini e delle famiglie. François Hollande era riuscito a infilare l'interdizione di sculacciate e ceffoni nella giurisdizione ma il Consiglio Costituzionale l'aveva bocciata perché la norma era stata inserita in modo arbitrario in una legge quadro sulla famiglia.
LE CRITICHE
Alla fine i paladini della libertà dei genitori hanno desistito. L'altra notte l'unico deputato della Destra dei Républicains presente in aula, Raphael Schellenberger, è uscito al momento del voto chiedendosi «che penseranno i francesi del tempo passato a discutere di questo testo», che «è soltanto simbolico». Forse simbolico, ma che certo riguarda molti. In una recente inchiesta della Fondation de France, l'85 per cento dei genitori francesi ha ammesso di fare ricorso «a punizioni corporali o a violenze verbali».
IL DIBATTITO
Nonostante il lessico familiare che rende sculaccioni e sgridate un corollario quasi inevitabile della giovane età, trattati internazionali e Ong lavorano da decenni per rendere il pianeta libero dalle botte ai bambini. Fossero pure quelle «educative» dei genitori. Da Londra è partita anni fa «l'Iniziativa mondiale per mettere fine a qualsiasi punizione corporale sui bambini». La Svezia è stato il primo paese al mondo, nel 1979, a vietare sculacciate e ceffoni, subito seguita dai vicini scandinavi e poi da altri 54 stati, tra cui la Danimarca o la Germania nel 2000. Stati Uniti, Regno Unito e Canada, in compenso, si sono sempre opposti. La Corte Suprema canadese ha anche stabilito nel 2004 che la sculacciata è legale «se l'uso della forza è ragionevole». Anche se non esistono studi globali sugli effetti più o meno benefici sui figli cresciuti nei paesi della sculacciata illegale, secondo un'inchiesta pubblicata quest'anno da Elgar FJ, Donnelly PD e Michaelson, gli adolescenti cresciuti senza botte in casa sono meno rissosi e meno consumatori di alcool e droghe. In Svezia, il divieto della mano pesante a casa avrebbe provocato una netta diminuzione della delinquenza, secondo uno studio condotto dal 1979 al 1995.
LA CONTRADDIZIONE
Gli antiproibizionisti francesi non hanno mancato di far notare che la legge anti-sculacciata è stata proposta dal Modem, in partito di François Bayrou che durante la campagna per le presidenziali del 2012 si era distinto per aver dato uno schiaffo a un ragazzino che aveva cercato di rubargli il portafogli. I suoi compagni di partito oggi sottoscrivono: il ceffone non funziona, e infatti quel ragazzino schiaffeggiato da Bayrou ha avuto molti problemi con la giustizia.
Francesca Pierantozzi
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