Simona Ventura: «Ho conosciuto Weinstein e ho visto tante donne buttarsi su di lui»

Domenica 27 Maggio 2018 di Andrea Scarpa
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«Due litri e mezzo sono tanti. Ma come si fa?». Nel grande e bell’ufficio in centro a Milano, dentro il quale c’è tutta la sua carriera ultratrentennale - foto, premi, copertine di giornali etc. - la prima domanda, sulla quantità d’acqua che dovrebbe bere ogni giorno, la fa lei. Poi, dopo aver preso un caffè, e basta, Simona Ventura, 53 anni, si mette comoda sulla poltroncina. E finalmente si parte.

In America ha conosciuto Harvey Weinstein: lo scandalo l’ha sorpresa?
«Sì. L’ho incontrato un centinaio di volte perché a New York frequentavamo gli stessi amici. È un uomo antipaticissimo, che ogni volta si presentava. Di sicuro, però, ho visto tante donne buttarsi addosso a lui. Da parte sua, sono sincera, mai niente di strano».

Che ne pensa di chi denuncia abusi dopo tanti anni?
«Tutto il bene possibile. Non prendiamoci in giro: denunciare è difficile. Pensi a quello che è successo negli ultimi mesi in Italia: il sistema dello spettacolo ha espulso chi ha osato farlo. Si è chiuso a riccio, nessuno ha più parlato. Tre capri espiatori come Asia Argento, Miriana Trevisan, Fausto Brizzi ed è finito tutto. Strano, no?».

Lei è mai stata molestata?
«Solo una volta il direttore di una tv privata di Torino, dove feci un provino per fare la valletta, mi disse che se gliel’avessi data avrei avuto il posto». 

E lei come reagì?
«Gli risposi che se avessi avuto quell’indole sarei finita a Montecarlo per dieci milioni di lire a week end, non a cercare lavoro in una tv sfigata per 500 mila lire al mese».

Nel mondo dello spettacolo si dà ancora per scontato che queste cose possano accadere più che altrove?
«Sì, perché non è vero che lavorano sempre i più meritevoli».

Ne ha viste tante passare davanti a lei?
«Sì. Ma prima o poi le ho viste tutte cadere. Per avere e mantenere il successo ci vuole altro».

Che cosa?
«La cazzimma. Io ce l’ho. So stare in piedi e se cado, so rialzarmi. Sempre».

Adesso si è rimessa in piedi?
«Sì. Per me il lavoro come giurata di Amici è un nuovo inizio. Con Maria De Filippi mi trovo benissimo e spero di continuare a lavorare con lei».

L’avrebbe mai detto che proprio una collega le avrebbe dato una mano?
«Non mi ha sorpreso. Siamo diverse, ma è una vera amica. Mi è sempre stata vicina, anche nei momenti brutti». 

A settembre condurrà la prima edizione di “Temptation Island Vip” su Canale 5?
«Sì, ma non aggiungo altro».

In questi anni di alti e bassi ha mai avuto paura di essere dimenticata?
«No, mai. Io non vado via».

Come se la immaginava questa fase della sua carriera?
«Nel 2011 ho lasciato la Rai per Sky perché non ce la facevo più. Avevo capito che non volevano andare avanti con i miei format e ho fatto una scelta: lavorare di meno e seguire di più la famiglia. Una donna qualcosa sul campo deve lasciare. Tutto non può fare. Negli anni 2000 pensavo di riuscirci, mi sbagliavo».

La gente oggi come la percepisce?
«Bene. Credo abbia capito che non cerco la lotta ma, se attaccata, so difendermi. Avevo perso un po’ di sicurezza, ma adesso l’ho recuperata. In questo senso le peripezie dell’Isola dei famosi hanno rappresentato un bivio».

Se ripensa agli ultimi anni che cosa non ha funzionato?
«Niente. La vita è così e io sono quello che sono, nel bene e nel male. Quando avevo successo e lavoravo tanto mi sentivo fondamentalmente sola e in sofferenza, adesso sono più felice ed equilibrata - grazie alla mia famiglia - e sento di poter tornare, a modo mio, facendo cose diverse. Sono andata avanti io, è andato avanti il pubblico».

Com’è per lei lavorare senza essere la padrona di casa?
«Più semplice, anche se bisogna sempre sapere cosa dire. Io l’autorevolezza non l’ho mai persa. Quella non si compra, si conquista sul campo con i sacrifici».

Quali?
«Ho scelto e ho rinunciato a programmi e denaro».

Si spieghi meglio.
«Una volta ho detto no alla pubblicità di un formaggio. Lele Mora, il mio agente dell’epoca, si presentò in lacrime per dirmi: “Come fai a dire no a tutto quei soldi?”».

Quanti?
«Tanti tanti».

Perché?
«Non faceva per me. E poi, ho rinunciato a presentare incontri politici, convention, non ho mai detto per chi voto…».

Che ne pensa dell’attuale situazione politica?
«Gli italiani sono stati chiari. Adesso chi ha vinto le elezioni dovrebbe governare».

Ha mai pensato di impegnarsi in prima persona?
«Mai. Durerei come un gatto in tangenziale. Ha visto il film con Paola Cortellesi? Bellissimo. La battuta del titolo è mia e sono felice per il suo successo. Come sempre. Non ho mai sofferto del vero male dell’Italia: l’invidia».

L’ha subita?
«Sempre. Tutti i giorni. Ferocemente. Ma ho sempre reagito».

Gestire il suo piccolo grande potere alla lunga l’ha logorata?
«No. Però l’ho gestito, mio malgrado, poco e male. L’ha fatto chi era intorno a me, sbagliando e mettendomi in imbarazzo. Io sono una buona, anche se non si direbbe. Sembro forte, ma sono fragile, umile e generosa. Chi mi conosce lo sa».

Non si direbbe, ha ragione.
«Lo so. Non sono rassicurante nei modi e divido, ma va bene così».

Per questo ha tanti nemici?
«Non c’è altro motivo. Sono una persona perbene».

È vero che è un tipo vendicativo?
«Un po’. Diciamo che perdono ma non dimentico».

Come si trova con i social?
«Se potessi farne a meno, non esiterei. Occupano troppo tempo, però sono importanti. La verità è che oggi mi spaventa la parte oscura del web. Fra poco mia figlia Caterina compie 12 anni e come i suoi due fratelli avrà il cellulare. È la regola di famiglia. In prima media quest’anno era l’unica a non averlo, quindi non posso più rimandare. Le ho già detto però che controllerò tutto».

Ha visto “Loro 1 e 2”?
«Non l’ho ancora visto».

Non ci credo.
«Andrò con la maschera di Pippo... Comunque Sorrentino è bravo, ma a me piace di più Garrone. È uno che non fa parte del sistema».

Lei sì invece?
«Sempre stata equidistante. In Rai ho lavorato con ogni colore».

A “Quelli che il calcio” nel 2001 litigò in diretta con Massimo Gasparri.
«Dopo quel litigio certa stampa che mi bollava come conduttrice da Billionaire cambiò atteggiamento. Adesso con Gasparri ci salutiamo con simpatia. Mi ha detto che un giorno vorrebbe fare il bis...».

Lei spesso era in prima fila, che ricordi ha degli anni festaioli del Berlusconismo
«Li ho vissuti al meglio. Mi sono divertita. Adesso però è tutto cambiato. Anche Berlusconi è cambiato. Anzi no: lui non cambiera mai. Ci seppellirà tutti. È un uomo pazzesco. Unico».

Gli deve tanto?
«Sì. A lui, Piersilvio, Maria De Filippi, Carlo Freccero, Antonio Marano, i dirigenti Mediaset, Teo Teocoli, Gialappa’s... Quasi tutti uomini, come vede. Le donne, purtroppo, le ho spesso avute come nemiche».

Barbara D’Urso, alla guida di un Grande Fratello così trash da far scappare gli sponsor, le piace?
«Ammiro il suo stakanovismo, è brava. Quello che fa lei, però, non saprei farlo».

Cosa non sa fare lei?
«Tante cose. La cronaca nera e cantare, per esempio».

Sempre a “Quelli che il calcio” nel 2007 cantò “Tutta donna” di Lola Falana con tanto di balletto.
«Terribile».

La cazzata più grande che ha fatto?
«Dare fiducia a persone che non la meritavano».

Il meglio deve ancora venire?
«Certo. Per forza. Ovvio».

 

Ultimo aggiornamento: 28 Maggio, 18:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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