Emergenza tribunali, l’esodo dagli uffici manda Roma in tilt

Domenica 7 Aprile 2019 di Alessandra Camilletti
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Le nuove uscite, emergenza tribunali l’esodo dagli uffici
manda Roma in tilt
Già ora all’appello mancano 9.573 persone. Lo scoperto nella macchina dell’amministrazione della giustizia in Italia è del 21,93 per cento. Ma rischia di non essere nulla in confronto a quello che potrebbe accadere da qui a fine anno. A parlare sono le stime del ministero della Giustizia, fatti i conti con Quota 100. Si calcolano per il solo anno in corso 7.158 potenziali uscite con la nuova finestra dei pensionamenti. Cifra che, sommata ai “vuoti” già esistenti, in assenza di nuovi ingaggi, lascerebbe scoperte 16.731 posizioni, facendo schizzare la percentuale dello scoperto al 38,32 per cento. Una situazione che metterebbe in difficoltà principalmente alcune grandi città, a partire dalla Capitale.

«In particolare – si legge nella relazione – i distretti di Roma, Milano, Napoli, Brescia e Genova, in assenza di assunzioni, potrebbero subire una scopertura di organico tale da compromettere del tutto il funzionamento degli uffici». Quindi l’attività quotidiana dei Palazzi della giustizia. Tanto che si sottolinea la necessità di procedere in maniera tempestiva ai concorsi per l’assunzione di più profili. E si ricorda che l’amministrazione della Giustizia è l’unica ad avere una graduatoria aperta per 1.800 posti di assistente giudiziario a cui si può attingere immediatamente. 

Il decretone di “Quota 100” portava con sé anche un emendamento del governo: a partire dal 15 luglio, prevede l’assunzione, in deroga, di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, di seconda e di terza area, fino a 1.300 unità. Appena venerdì, sui social, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha annunciato l’invio ai sindacati dei decreti di un piano assunzioni: si parla di 903 assistenti giudiziari per cui si attingerà proprio alla graduatoria esistente, di 1.850 funzionari per cui verrà indetto concorso e di 190 profili tecnici tra geometri, ingegneri e architetti che verranno impegnati nell’area tecnica che si occuperà dell’edilizia giudiziaria. In un incontro con i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa, il ministro ha presentato un pacchetto complessivo di circa 4.200 assunzioni in deroga al blocco previsto dalla legge di Stabilità, con decorrenza 16 luglio. Numeri su cui si farà il punto anche al Salone della Giustizia, a Roma da martedì a giovedì prossimi. 

LO SCENARIO
Il dato più evidente è quello relativo al 2019. Ma ad allargarsi al triennio, si stimano 10.685 pensionamenti con “Quota 100” fino al 2021, il 31,27 per cento delle attuali presenze e il 24,47 della complessiva dotazione organica. In assenza di nuovi ingressi e prese in considerazione le 9.573 posizioni scoperte, si arriverebbe a 20.258 posti vacanti. Si passerebbe dal 21,93 per cento di scoperto attuale al 46,40 nel triennio. Una notevole differenza rispetto ai numeri della legge Fornero: a riprendere il raffronto fatto dallo stesso ministero, i pensionamenti nel triennio sarebbero stati 2.652 (contro i potenziali 10mila e passa di Quota 100): 453 quest’anno, 953 nel 2020 (contro 1.727) e 1.246 nel 2021 (contro 1.800). I posti vacanti a fine triennio sarebbero stati 12.225, con uno “scoperto” del 28 per cento.

La fotografia su Roma è presto scattata. Il distretto della Capitale prevede attualmente un organico di 4.435 persone ed ha 1.040 posti vacanti, per uno scoperto del 23,45 per cento. Le stime sulla base del mutato assetto della disciplina delle pensioni parlano di una potenziale uscita nel triennio 2019-2021 di un migliaio di persone. Considerata l’età anagrafica dei dipendenti dell’amministrazione della giustizia romana, sono in ballo 655 uscite solo quest’anno, 170 nel 2020 e 173 nel 2021. La stima dello scoperto a fine triennio sale incredibilmente vicino al 50 per cento, al 45,95 per cento. 

«Numeri impressionanti», sottolinea Emanuela Coronica del Ciag, il Comitato idonei assistenti giudiziari nato nell’autunno 2017 con l’obiettivo di arrivare allo scorrimento integrale della graduatoria che seguì il concorso bandito dal ministero della Giustizia a novembre 2016. In ballo c’erano 800 assunzioni in tutta Italia proprio per la figura di assistenti giudiziari. «Il concorso è terminato con la pubblicazione di una graduatoria con 4.915 persone a novembre 2017 – riepiloga Coronica – Le prime 800 sono entrate in servizio a gennaio 2018. Oggi siamo a 3.058 assunzioni.Restano in graduatoria 1.835. Quello dell’assistente giudiziario non è l’unico profilo di cui c’è carenza. Manca il personale per le notifiche, mancano i conducenti degli automezzi, gli ausiliari, gli operatori giudiziari. Certo la nostra assunzione non risolverebbe tutti i problemi, ma quella per assistente giudiziario è l’unica graduatoria di cui il ministero già dispone». 

Il Ciag ha messo a sistema un insieme di dati, tra fonti ministeriali e relazioni sull’anno giudiziario, distretto per distretto. E allora emerge che la Corte d’Appello di Roma, da sola, «rappresenta rispettivamente il 20 per cento delle pendenze penali (circa 54mila) e il 18 per cento (circa 50mila) di quelle civili». L’epilogo: «Nonostante l’Italia sia maglia di bronzo per gli investimenti sulla giustizia, è il primo Paese per numero di cause pendenti ed il peso dell’arretrato continua a farsi sentire». 
  Ultimo aggiornamento: 17:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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