L'allarme dell'Istituto Brunelli: Attenti, il Piano del Parco non tutela l'ecosistema dei laghi costieri»

L'allarme dell'Istituto Brunelli: Attenti, il Piano del Parco non tutela l'ecosistema dei laghi costieri»
di Vittorio Buongiorno
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Venerdì 25 Marzo 2022, 18:33

Il futuro dei laghi di Sabaudia è in bilico. Lo ha rilevato l'Istituto di Idrobiologia e Acquacoltura G. Brunelli in una relazione che è stata inviata al ministro dell'Ambiente e alla presidenza del Parco Nazionale del Cirtceo. L'Istituto ha avviato «una serie di approfondimenti
conoscitivi sul contributo che i sistemi di scambio lago mare dei laghi costieri pontini forniscono in
termini di connettività ecologica e, più in generale, sul loro ruolo nel mantenimento di un buono stato di conservazione di questi ambienti di transizione a tutela dei valori ambientali, naturalistici, paesaggistici e storico culturali
del territorio». Questo approfondimento «ha consentito di verificare - si legge nella realzione al Reparto Carabinieri Biodiversità di Fogliano - come parte delle misure previste nel Piano del Parco
Nazionale del Circeo, così come formulate, presentino elementi di criticità per il pieno perseguimento
della conservazione ambientale e storico-culturale dei siti in oggetto».
Alla luce di una recente sentenza della Corte Costituzionale «nella quale viene rilevato
come i PTPR, così come precedentemente approvati, avrebbero improntato a un generale abbassamento del livello della tutela dei valori paesaggistici, con la conseguente lesione di interessi costituzionali primari» si legge nella relazione « scaturiscono osservazioni, che non possono non permeare
il Piano del Parco e richiamano ad una riflessione su alcune indirizzi di sviluppo ivi previsti». Il riferimento è alla situazione della « foce
meridionale del lago di Sabaudia, dove l'attuale Piano prevede la possibilità di uno sviluppo turistico-alberghiero in concomitanza di rilevanti elementi di pregio naturalistico e storico- culturale».In particolare in una delle tavole del Piano è rappresentata « una infrastruttura portuale, già nel 2007 sequestrata dalla magistratura in quanto ritenuta abusiva, demolita da tempo e soggetta ad una

approfondita e dettagliata interrogazione parlamentare».
Inoltre le previsioni del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, prevalenti rispetto a quelle dei Piani di assetto o di gestione delle riserve, prevede che «nelle zone umide il rapporto fra aree libere e aree edificate deve rimanere inalterato» e più in generale «impone una più ampia riflessione sulla funzione ecologica che le canalizzazioni costiere dei laghi di Fogliano, Monaci, Caprolace e Sabaudia espletano nel mantenimento della biodiversità di questi sistemi costieri così come attualmente conosciuta».
Dai primi riscontri, si legge nella relazione «emerge come, preso atto dell'attuale tendenza climatica, le aree di foce dei laghi costieri pontini costituiscono l'unico sistema di scambio di acque di superficie per questi bacini. Tale condizione determina una sostanziale dipendenza della sopravvivenza di questi ambienti da queste canalizzazioni artificiali, la cui gestione ed utilizzo è stato largamente subordinato a funzioni terze rispetto a quanto qui segnalato. Tale dipendenza, inoltre, necessita azioni di governo utili a prevenire un'eccessiva salinizzazione degli ambienti stessi».
Alla luce di tutto ciò gli esperti ritengono «che le misure di tutela attualmente previste per queste aree di foce non riconoscono il valore cardinale di queste vie d'acqua nel mantenimento della salubrità del sistema lago, così come non garantiscono una efficace difesa da uno sfruttamento improprio e non rispettoso del valore conservazionistico e storico culturale dell'intera area», annunciando che queste considerazioni verranno formalizzate in osservazioni al Piano del Parco.
V.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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