Ucraina, gli errori di Putin: ecco perchè l'esercito russo sta rallentando, dal centralismo al fattore psicologico

Ucraina, tutti gli errori di Putin: centralismo, scarsa visione notturna e motivazione. Perchè l'esercito russo sta rallentando
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Martedì 29 Marzo 2022, 13:43 - Ultimo aggiornamento: 15:36

Problemi tecnici, come la mancanza di mezzi per la visione notturna e la vulnerabilità dei carri armati T90 ai Javelin americani, ma anche psicologici, come la scarsa motivazione dei soldati. Sono queste le ragioni per cui l'esercito di Putin in Ucraina ormai da settimane appare in difficoltà, con un numero crescente di perdite - anche tra gli alti dirigenti dell'esercito - e le città principali di Kiev, Odessa e Mariupol ancora in mano ucraina nonostante l'assedio spietato. Andriy Zagorodnyuk, ex ministro della difesa ucraino (dal 2019 al 2020)  intervistato dalla testata americana The Atlantic mette in fila errori tecnici di Mosca e i vantaggi della resistenza ucraina, tracciando la fotografia di un conflitto che da guerra lampo si sta trasformando in guerra di logoramento oltre ogni previsione del "nemico". 

Comando centralizzato rende vulnerabile l'esercito di Putin 

Un primo vantaggio ucraino riguarda la strategia. La dottrina russa si basa sul comando e controllo centralizzati, mentre l'esercito ucraino adotta la tattica di comando in stile "missione", che conferisce maggiore potere all'iniziativa individuale di ogni soldato. Lo stile "missione", segno distintivo degli eserciti Nato, consente ai soldati di qualsiasi grado di usare la propria iniziativa adattarsi alle esigenze di un campo di battaglia caotico e in continua evoluzione, con l'unico scopo di portare a termine la missione.  «I russi non danno potere ai loro soldati» spiega Zagorodnyuk. «Dicono ai loro soldati di andare dal punto A al punto B, e solo quando arriveranno al punto B verrà detto loro dove andare dopo, e ai giovani soldati raramente viene detto il motivo per cui stanno svolgendo qualsiasi compito. Questo comando e controllo centralizzato può funzionare, ma solo quando gli eventi vanno secondo i piani. Quando il piano non regge, il loro metodo centralizzato crolla. Nessuno può adattarsi e si ottengono cose come ingorghi di 40 miglia fuori Kiev».

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Visione notturna e Javelin 

I russi sul campo di battaglia hanno mostrato di avere numerosi problemi con la visione notturna, cosa che secondo i testimoni citati dal The Atlantic, avrebbe complicato missioni e operazioni. Anche gli ucraini non hanno molti mezzi di visione notturna, ma questa carenza viene compensata con l'utilizzo di Javelin americani. Questi, oltre ad essere un arma anticarro portatile hanno anche un Clu - unità di lancio e comando - un'ottica termica che funziona indipendentemente dal sistema missilistico e che si è rivelata molto utile per l'esercito americano in Afghanistan proprio per questa caratteristica. 

I Javelin e le altre armi anticarro come la NLAW di fabbricazione britannica si sono rivelati anche molto utili per gli ucraini contro i mezzi corrazzati russi, e in particolare contro il carro di battaglia principale T-90, come testimoniano i numerosi mezzi carbonizzati abbandonati nelle strade ucraine.

La motivazione

Ma secondo Zagorodnyuk l'arma decisiva degli ucraini è stata il fattore psicologico. Davanti a truppe russe demotivate gli ucraini hanno infatti opposto una resistenza durissima: «Stiamo lottando per la vita delle nostre famiglie, per la nostra gente e per le nostre case. I russi non hanno niente di tutto questo e non c'è nessun posto dove possano andare a prenderlo» conclude e cita Napoleone dicendo che in guerra «La morale sta al fisico come tre sta a uno»

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