Prete fissa incontro per abusare di un bambino di 2 anni, ma il "padre" è un agente sotto copertura: arrestato

Martedì 29 Ottobre 2019 di Alix Amer
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Un prete cattolico è stato arrestato dopo che aveva organizzato un incontro con un uomo (poliziotto sotto copertura) per abusare di suo figlio due anni (figlio ovviamente inesistente). Ma riavvolgiamo il nastro della vicenda. Padre Matthew Jolley è stato attirato nella rete dall’agente di polizia a cui si è avvicinato per la prima volta sull’app di appuntamenti Grindr a settembre. Il prete impiegò meno di 20 minuti nel dire all’ufficiale (in servizio sotto copertura) - che si era finto un bisessuale di 36 anni - che era interessato sessualmente ai bambini piccoli. Nel corso di una serie di chat, Jolley, 32 anni, ha ammesso che gli piacevano soprattutto le ragazze, anche un ragazzo “carino” sarebbe interessante, secondo quanto riportato dal Manchester Evening News. Dopo aver detto all’agente di polizia che voleva avere un incontro “con il figlio di due anni” - che ovviamente non esisteva - il sacerdote ha quindi inviato un’immagine indecente di se stesso. La lunga conversazione si è spostata da Grindr a Kik Messenger e successivamente a Wickr, una piattaforma crittografata per le chat private. In queste chat, Jolley ha rivelato la sua malata fantasia di “condividere” sessualmente il bambino con suo padre.

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Il Liverpool Crown Court ha appreso che Jolley ha iniziato a comunicare con l’ufficiale mentre era residente in Belgio, ma aveva programmato di tornare nel Regno Unito per due settimane prima di recarsi a Roma ad ottobre. Il 26 settembre si accordò per incontrare il poliziotto sotto copertura in una casa di Halton, nel Cheshire. Quando arrivò, Jolley descrisse cosa voleva fare al bambino indifeso, completamente ignaro del fatto che stesse parlando con un ufficiale sotto copertura. Quando il poliziotto rivelò la sua vera identità, il sacerdote cercò di scappare, ma fu fermato e arrestato. Venerdì, Jolley di Great Sankey, Warrington, è stato imprigionato per tre anni e quattro mesi e inserito nel registro degli autori di reati sessuali dopo essersi dichiarato colpevole di aver organizzato l’incontro per vedere il piccolo di due anni. Il giudice Jeremy Lakser dopo aver condannato le azioni del prete e gli ha detto: «È ovvio, anche se lo dico, che le tue parole, azioni e intenzioni mi sembrano del tutto incompatibili con gli insegnamenti della chiesa cattolica a cui hai creato un danno».
 

 

Dopo la condanna, l’agente investigativo Louise Murphy ha elogiato il lavoro della task force che ha reso giustizia alle vittime e arrestato il predatore. «Attraverso le sue comunicazioni online era chiaro che era attratto sessualmente dai bambini e che avrebbe fatto tutto il possibile per soddisfare la propria gratificazione sessuale. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare gli agenti delle forze dell’ordine sotto copertura che hanno contribuito a costruire il caso contro Jolley. Questo caso mostra come le agenzie possano lavorare insieme per proteggere le persone più vulnerabili della società. Invia inoltre un chiaro messaggio che chiunque commetta tali reati non è al di sopra della legge e sarà assicurato alla giustizia, indipendentemente da chi sia e da ciò che fa».

Ultimo aggiornamento: 22:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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